2 Febbraio 2026

Pensioni 2026 dopo la legge n. 199/2025: la mappa aggiornata dei principali canali di uscita dal lavoro

Dopo le modifiche apportate dalla legge n. 199/2025, il sistema pensionistico italiano per il 2026 si caratterizza per una sostanziale stabilità dei requisiti, con alcune conferme e alcune assenze rilevanti. La manovra 2026, infatti, non ha rinnovato né la pensione anticipata flessibile (la c.d. Quota 103), né Opzione Donna, mentre è stata confermata l’APE Sociale fino al 31 dicembre 2026, alle stesse condizioni previste per il 2025. Di seguito, una panoramica completa dei principali canali di pensionamento.

Pensione anticipata

Non si registrano novità per la pensione anticipata ordinaria. Nel 2026 restano confermati i seguenti requisiti contributivi, a prescindere dall’età anagrafica:

  • 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini (2.227 settimane);
  • 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne (2.175 settimane).

La prestazione è soggetta a una finestra mobile di 3 mesi dalla maturazione dei requisiti, sia nel settore privato che nel pubblico impiego.

Attenzione

Per i lavoratori iscritti alle ex casse di previdenza amministrate dal Tesoro (CPDEL, CPI, CPS e CPUG), nel 2026 la finestra mobile è pari a 5 mesi. Ne abbiamo parlato qui.

Pensione di vecchiaia

Per la pensione di vecchiaia ordinaria sono richiesti:

  • 67 anni di età;
  • almeno 20 anni di contribuzione.

Non è prevista alcuna finestra di slittamento: la pensione decorre, di regola, dal primo giorno del mese successivo alla maturazione dei requisiti.

Per i lavoratori addetti a mansioni particolarmente difficoltose e rischiose, individuate dal D.M. 5 febbraio 2018, con almeno 30 anni di contributi e non titolari di APE Sociale, è confermata la possibilità di accesso alla pensione di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi.

Quota 103

Sebbene la pensione Quota 103 non sia stata prorogata, la misura continua a essere fruibile da chi ha perfezionato i requisiti entro il 31 dicembre 2025:

  • 62 anni di età;
  • 41 anni di contributi.

Chi accede a questa forma di pensionamento resta soggetto alle penalizzazioni previste dalla normativa vigente, tra cui:

  • calcolo della pensione interamente con il sistema contributivo;
  • fino ai 67 anni, importo massimo non superiore a quattro volte il trattamento minimo INPS;
  • finestra mobile di:
    • 7 mesi per i lavoratori del settore privato;
    • 9 mesi per i dipendenti del settore pubblico.

APE Sociale

La legge n. 199/2025 conferma anche per il 2026 l’APE Sociale, destinata alle categorie più fragili. Possono accedervi:

a) disoccupati con esaurimento integrale della NASpI;
b) invalidi civili con invalidità pari o superiore al 74%;
c) caregivers;
d) addetti ad attività particolarmente difficoltose e rischiose.

I requisiti sono:

  • 63 anni e 5 mesi di età;
  • 30 anni di contributi, elevati a 36 anni per gli addetti alle attività gravose.
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Opzione Donna

Anche Opzione Donna non è stata prorogata. L’accesso resta possibile solo per le lavoratrici che abbiano maturato entro il 31 dicembre 2024:

  • 61 anni di età;
  • 35 anni di contributi,

a condizione che rientrino in uno dei seguenti profili di tutela:

a) caregivers;
b) lavoratrici con invalidità civile almeno pari al 74%;
c) lavoratrici licenziate o dipendenti da imprese per le quali sia attivo un tavolo di crisi aziendale presso il Ministero competente.

È previsto uno sconto di un anno sul requisito anagrafico per ciascun figlio, fino a un massimo di due anni.
Per le lavoratrici rientranti nel profilo c), il requisito anagrafico è fissato direttamente a 59 anni, indipendentemente dal numero dei figli.

aPensione • 2026

I requisiti per la pensione nel 2026

Come andare in pensione nel 2026

Tabella riepilogativa dei principali canali di pensionamento nel 2026. Puoi ordinare le colonne cliccando sulle intestazioni e filtrare con la ricerca.

Nota 1) indica la possibilità di sommare la contribuzione in più gestioni previdenziali ai fini del requisito contributivo minimo.
* In caso di pensione in cumulo, la finestra resta pari a 3 mesi anche per CPDEL, CPI, CPS e CPUG.

Lavori usuranti e notturni

Per gli addetti a mansioni usuranti e ai lavori notturni continuano ad applicarsi i requisiti ridotti previsti dal D.Lgs. n. 67/2011.
Nel 2026 l’uscita è possibile con:

Requisiti addetti ad attività usuranti e turni notturni per almeno 78 notti all’anno

 

Età anagrafica

Contributi

Quota*

Solo contributi da dipendente

61 anni + 7 mesi di età

35 anni di contributi

Quota 97,6

Contributi da dipendente e autonomo

62 anni + 7 mesi di età

35 anni di contributi

Quota 98,6

Requisiti turni notturni da 72 a 77 notti all’anno

 

Età anagrafica

Contributi

Quota*

Solo contributi da dipendente

62 anni + 7 mesi di età

35 anni di contributi

Quota 98,6

Contributi da dipendente e autonomo

63 anni + 7 mesi di età

35 anni di contributi

Quota 99,6

Requisiti turni notturni da 64 a 71 notti all’anno

 

Età anagrafica

Contributi

Quota*

Solo contributi da dipendente

63 anni + 7 mesi di età

35 anni di contributi

Quota 99,6

Contributi da dipendente e autonomo

64 anni + 7 mesi di età

35 anni di contributi

Quota 100,6

*Per quota si intende la somma di età e contributi (Es. 61+35=96)

Lavoratori precoci

Nessuna novità neppure per la pensione anticipata precoci. È confermato il diritto alla pensione con 41 anni di contributi, a prescindere dall’età anagrafica, a condizione che:

  • risultino almeno 12 mesi di lavoro effettivo prima del compimento del 19° anno di età;
  • il lavoratore rientri in uno dei profili di tutela previsti (disoccupati, invalidi, caregivers, addetti a lavori gravosi, usuranti o notturni).

Lavoratori contributivi puri

Per i lavoratori privi di anzianità assicurativa al 31 dicembre 1995 restano valide le seguenti regole:

  • Pensione di vecchiaia ordinaria:
    • 67 anni e 20 anni di contributi, a condizione che l’importo sia almeno pari a una volta l’assegno sociale;
    • in alternativa, 71 anni di età e 5 anni di contribuzione effettiva, senza importo minimo.
  • Pensione anticipata contributiva:
    • 64 anni di età e 20 anni di contribuzione effettiva;
    • importo minimo pari a 3 volte l’assegno sociale (ridotto a 2,8 o 2,6 volte per le donne con figli);
    • fino a 67 anni, l’importo non può superare cinque volte il trattamento minimo INPS (3.059,25 euro lordi mensili);
    • finestra mobile di 3 mesi.

In alternativa resta sempre possibile l’accesso alla pensione anticipata ordinaria con 42 anni e 10 mesi di contributi (41 e 10 per le donne), indipendentemente dall’importo della prestazione.

Regimi armonizzati

Anche nel 2026 permangono requisiti differenziati per alcune categorie, tra cui:

  • comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico;
  • iscritti al Fondo Volo, al Fondo sportivi professionisti e al Fondo Clero;
  • autoferrotranvieri, alcune figure iscritte al FPLS e specifiche categorie di lavoratori marittimi.