I lavori gravosi
La disciplina dei lavori gravosi nasce con la legge di Bilancio 2017 (L. 232/2016), che per la prima volta ha introdotto agevolazioni specifiche – come l’APE sociale e la pensione anticipata per i precoci – a favore di chi svolge mansioni particolarmente faticose o rischiose in modo continuativo.
In seguito, la L. 205/2017 ha ampliato la platea dei beneficiari e ha previsto l’esenzione dall’adeguamento dei requisiti pensionistici agli incrementi della speranza di vita (per la pensione di vecchiaia), misura da ultimo confermata dalla L. 199 del 30 dicembre 2025 per il biennio 2027-2028. La L. 234/2021, infine, ha esteso ulteriormente la categoria dei lavoratori con diritto all’APE sociale, individuandoli in un’apposita tabella (allegato 3 alla legge).
In tutti i casi, l’individuazione delle attività gravose avviene tramite l’associazione a un determinato codice professionale ISTAT. Lo chiarisce l’INPS con il Messaggio n. 1808 del 29/05/2026.
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I nuovi codici
Fino ad oggi le professioni gravose erano agganciate ai codici statistici ISTAT del 2011. Dal 2023 l’ISTAT ha però introdotto la nuova classificazione CP2021 e, da aprile 2025, i nuovi codici sono entrati ufficialmente nei modelli di comunicazione obbligatoria (tra cui l’UNILAV) compilati dai datori di lavoro.
Per evitare che il semplice cambio di codifica penalizzi i lavoratori in fase di domanda, è stata definita la seguente tabella di raccordo per tre professioni:
Professione | Codice CP2011 | Codice CP2021 | Finalità |
Addetti all’assistenza personale | 5.4.4.3 | 5.5.2.3.0 | Precoci, vecchiaia e anticipata (disapplicazione speranza di vita) – All. A DM 5/2/2018 |
Professioni qualificate nei servizi personali ed assimilati | 5.4.4 | 5.5.2 | APE sociale – All. 3 L. 234/2021 |
Operatori della cura estetica | 5.4.3 | 5.5.1 | APE sociale – All. 3 L. 234/2021 |
Domande pronte per il riesame
Le domande relative a queste prestazioni pensionistiche dovranno essere definite o, se necessario, riesaminate alla luce delle nuove corrispondenze di codice. In questo modo chi presenta o ha già presentato istanza con il nuovo codice CP2021 non rischia di vedersi negare il beneficio per il solo effetto del cambio di classificazione.
Resta fermo che il riconoscimento dell’attività gravosa avviene previa verifica, da parte del Ministero del Lavoro, della conformità delle dichiarazioni di lavoratore e datore di lavoro con i dati delle comunicazioni obbligatorie del rapporto di lavoro.





