Un sistema da 371 miliardi di euro
Al 31 dicembre 2025 i pensionati in Italia sono 16,4 milioni (8,4 milioni di donne e 8 milioni di uomini) e percepiscono redditi pensionistici lordi per circa 371 miliardi di euro l’anno. Il 96% riceve almeno una prestazione dall’INPS. L’importo medio lordo è di 1.885 euro al mese per pensionato (+1,3% sul 2024). Tali dati si ricavano dal XXV Rapporto Annuale INPS.
Il dato più interessante è la dinamica: nel triennio 2023-2025 il numero dei pensionati è rimasto sostanzialmente stabile, mentre la spesa è salita da 347 a 371 miliardi. A far crescere il conto non sono le nuove pensioni, ma gli importi medi e la rivalutazione: un meccanismo che vedremo pesare sempre di più con l’inflazione dentro gli assegni.
21,3 milioni di prestazioni: chi prende che cosa
I 16,4 milioni di pensionati percepiscono in realtà 21,3 milioni di prestazioni (molti ne cumulano più di una): 16,8 milioni previdenziali, cioè costruite con i contributi, e 4,4 milioni assistenziali, finanziate dalla fiscalità generale. Ed è la componente assistenziale l’unica in crescita: +300 mila prestazioni dal 2023.
| Categoria | Prestazioni | Quota sul totale | Importo medio |
|---|---|---|---|
| Previdenziali · 16.840.238 (79,2%) · media 1.465 € | |||
| Anticipate / anzianità | 6.969.838 | 32,8% | 2.162 € |
| Vecchiaia | 4.932.977 | 23,2% | 1.035 € |
| Superstiti (reversibilità) | 4.116.714 | 19,4% | 868 € |
| Invalidità previdenziale | 820.709 | 3,9% | 1.130 € |
| Assistenziali · 4.417.761 (20,8%) · media 511 € | |||
| Prestazioni agli invalidi civili | 3.503.140 | 16,5% | 500 € |
| Pensioni e assegni sociali | 914.621 | 4,3% | 552 € |
| Totale prestazioni INPS | 21.257.999 | 1.267 € | |
Gli importi raccontano la vera gerarchia del sistema. Le pensioni anticipate valgono in media 2.162 euro al mese, il doppio delle pensioni di vecchiaia (1.035 euro). Non è un paradosso: al canale anticipato arriva solo chi ha carriere lunghe e continue – oggi oltre 42 anni di contributi medi – mentre nella vecchiaia confluiscono le carriere più corte e discontinue. Le prestazioni assistenziali si fermano a circa 511 euro medi.
Il divario di genere resta il dato più duro
Le donne sono il 51% dei pensionati ma percepiscono solo il 44% dei redditi pensionistici: 163 miliardi contro 207. In media un uomo incassa 2.166 euro lordi al mese, una donna 1.619: il 34% in meno.
Il divario nasce dalle carriere, non dalle regole. Alla pensione di vecchiaia le donne arrivano con circa 25 anni e 8 mesi di contributi contro i 31 anni e mezzo degli uomini: quasi sei anni di versamenti in meno, che in un sistema sempre più contributivo si trasformano direttamente in assegno. Il risultato: una vecchiaia media femminile da 880 euro contro i 1.272 degli uomini. E l’87% delle pensioni ai superstiti va a donne: per molte, la reversibilità è ancora un pezzo strutturale del reddito.
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Quando si va in pensione: 64,7 anni di media
Nel 2025 l’età media alla decorrenza per i lavoratori dipendenti privati e pubblici è di 64,7 anni, tre in più rispetto al 2012. Per il solo Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti, dal 1995 l’età media di uscita è salita di 7 anni e 3 mesi: da 57 anni e 7 mesi a 64 anni e 10 mesi.
Le due strade si sono però divaricate. La vecchiaia è ormai inchiodata al requisito dei 67 anni (età effettiva 67,2 nel 2025; tra i dipendenti privati le donne escono a 67,3 anni, gli uomini a 67,1). Le anticipate viaggiano a 61,7 anni, sotto il massimo del 2020 (62,1): la loro età media oscilla al ritmo dei requisiti contributivi e dei canali di flessibilità che si sono succeduti — Quota 100, poi Quota 102 e 103. La lezione per chi pianifica: l’età «vera» di uscita dipende dal canale a cui puoi accedere, e il canale dipende dalla continuità della tua carriera.
| Tipologia | 2012 | 2015 | 2020 | 2024 | 2025 |
|---|---|---|---|---|---|
| Pensioni anticipate | 59,9 | 60,5 | 62,1 | 61,6 | 61,7 |
| Pensioni di vecchiaia | 63,7 | 65,6 | 67,1 | 67,2 | 67,2 |
| TOTALE | 61,7 | 62,1 | 63,9 | 64,5 | 64,7 |
Le nuove pensioni del 2025: il flusso rallenta
Nel 2025 l’INPS ha liquidato 1.540.943 nuove prestazioni, l’1,8% in meno del 2024. A frenare sono soprattutto le anticipate (-5,9%), segno di requisiti contributivi sempre più selettivi, mentre le pensioni di vecchiaia restano stabili (302 mila) e crescono di valore: 1.164 euro medi alla liquidazione, +2% in un anno. Le nuove prestazioni assistenziali si fermano dopo anni di corsa (-0,1%).
| Categoria | Liquidate 2025 | Var. sul 2024 | Importo medio |
|---|---|---|---|
| Vecchiaia | 302.265 | ▼ 0,4% | 1.164 € |
| Superstiti (reversibilità) | 242.828 | ▼ 4,3% | 908 € |
| Anticipate / anzianità | 218.062 | ▼ 5,9% | 2.127 € |
| Invalidità previdenziale | 71.503 | ▼ 2,1% | 823 € |
| Prestazioni agli invalidi civili | 650.803 | ▲ 0,2% | 501 € |
| Pensioni e assegni sociali | 55.482 | ▼ 3,4% | 498 € |
| Totale nuove prestazioni | 1.540.943 | ▼ 1,8% | 940 € |
Le tendenze da tenere d’occhio
Quattro numeri del Rapporto dicono dove sta andando il sistema. Primo: ci sono 27,2 milioni di lavoratori assicurati per 16,4 milioni di pensionati, circa 1,7 attivi per ogni assegno — un equilibrio che la demografia renderà più fragile. Secondo: esplodono i pensionati che continuano a lavorare: da 40 mila nel 2019 a quasi 158 mila nel 2023 tra dipendenti e parasubordinati; circa l’8% dei pensionati da lavoro cumula pensione e reddito, spesso in part-time e spesso nella stessa azienda di prima. La pensione diventa una transizione, non un traguardo secco.
Terzo: le indennità di accompagnamento hanno raggiunto quota 2,2 milioni, più che raddoppiate dal 2002: la non autosufficienza è la nuova frontiera della spesa sociale. Quarto: l’adeguamento automatico dei requisiti alla speranza di vita continuerà a spostare l’asticella verso l’alto, e il Rapporto stesso avverte che colpisce in modo diseguale: chi ha carriere discontinue non arriva al canale anticipato e sconta per intero ogni aumento del requisito di vecchiaia.
Che cosa significa per la tua pensione
Il filo rosso del Rapporto è uno: l’assegno dipende sempre più strettamente dalla storia contributiva individuale. Anni di versamenti, continuità, buchi di carriera: è lì che si decide la differenza tra i 2.162 euro medi di un’anticipata e gli 880 di una vecchiaia femminile.
Il primo passo è sapere dove sei: controlla il tuo estratto conto contributivo, verifica eventuali buchi e simula la tua data di uscita e il tuo importo. Su aPensione.it trovi gli strumenti di calcolo e le guide per farlo; e se il tuo caso è complesso – gestioni diverse, riscatti, cumulo – è il momento giusto per una verifica professionale della posizione.





