Che cos’è il riscatto laurea per inoccupati
Il riscatto della laurea per inoccupati è previsto dall’art. 1, comma 77, della L. 247/2007 (che ha modifica l’art. 2 del D.Lgs 184/1997) e consente di riscattare gli anni universitari prima dell’ingresso nel mondo del lavoro.
Per poterlo richiedere è necessario che:
- il soggetto non abbia mai iniziato un’attività lavorativa;
- non sia iscritto, al momento della domanda, ad alcuna gestione previdenziale obbligatoria.
In sostanza, pur non essendo ancora “lavoratore” in senso previdenziale, è possibile iniziare a costruire una posizione contributiva (Circolare Inps n. 29/2008).
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Vai al calcolatoreCome si calcola il costo nel 2026
Per gli inoccupati il costo è determinato applicando:
- l’aliquota IVS del Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti (33%)
- al minimale di reddito previsto per Artigiani e Commercianti, pari a 18.808,00 euro per il 2026
Il meccanismo è lo stesso del riscatto agevolato.
Calcolo 2026: 18.808,00 × 33% = 6.206,64 euro per ogni anno riscattato
Numero anni oggetto di riscatto | Costo totale (anno 2026) | Detrazione fiscale del 19%* | Costo effettivo netto per il genitore |
1 anno | € 6.206,64 | € 1.179,26 | € 5.027,38 |
4 anni | € 24.826,56 | € 4.717,05 | € 20.109,51 |
5 anni | € 31.033,20 | € 5.896,31 | € 25.136,89 |
*Ove vi sia reddito fiscale e imposta lorda.
Spesso si tratta di importi molto inferiori rispetto al riscatto ordinario, che viene invece calcolato sulla retribuzione effettiva del lavoratore.
È inoltre possibile rateizzare fino a 120 rate mensili (10 anni) senza interessi.
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Dove vengono accreditati i contributi?
L’esercizio della facoltà di riscatto non comporta immediata iscrizione a una gestione previdenziale (Circolare Inps n. 14/2024).
I contributi vengono “parcheggiati” in un’evidenza contabile separata del FPLD, in attesa che il soggetto inizi a lavorare.
Quando il figlio entrerà nel mondo del lavoro, potrà chiedere il trasferimento verso:
- una gestione INPS obbligatoria;
- le Casse di previdenza dei liberi professionisti (secondo le regole del singolo Ente);
- fondi previdenziali obbligatori UE o aderenti al sistema di sicurezza sociale europeo.
Non è previsto trasferimento automatico e non esiste un termine massimo per richiederlo.
Attenzione
Il trasferimento può essere richiesto solo dopo aver completato integralmente il pagamento del riscatto.
I vantaggi fiscali per i genitori
Se il figlio è fiscalmente a carico e l’onere è sostenuto dal genitore, spetta una detrazione Irpef del 19% sulle somme effettivamente versate nell’anno (criterio di cassa).
Le condizioni sono:
- il figlio deve essere fiscalmente a carico;
- il pagamento deve avvenire con strumenti tracciabili.
Il limite di reddito annuo per essere considerati a carico è pari a 4.000 euro per i figli fino a 24 anni, e scende a 2.840,51 euro dai 25 ai 30 anni.
Cosa succede se il figlio inizia a lavorare?
Quando il figlio supera il limite di reddito per essere considerato a carico:
- il genitore non potrà più detrarre le rate successive;
- il figlio, se prosegue i pagamenti, potrà dedurre integralmente l’importo versato dal proprio reddito imponibile.
Il beneficio fiscale, quindi, si “sposta” dal genitore al figlio nel momento dell’ingresso nel mondo del lavoro.
A cosa serve davvero il riscatto laurea inoccupati?
Dal punto di vista previdenziale l’operazione è pienamente utile:
- ai fini del diritto alla pensione, perché anticipa il raggiungimento dei requisiti contributivi;
- ai fini della misura, perché incrementa il montante contributivo su cui sarà calcolata la pensione.
I contributi vengono rivalutati annualmente secondo le regole del sistema contributivo a partire dalla domanda di riscatto.
In termini concreti significa trasformare gli anni universitari – normalmente “vuoti” dal punto di vista previdenziale – in anni utili ai fini pensionistici.
È una forma di “anticipo previdenziale” che può risultare strategica, soprattutto per chi inizierà a lavorare con carriere discontinue o tardive.





