21 Aprile 2026

La pensione per i consulenti del lavoro

Il sistema previdenziale italiano si compone, oltre che dell’INPS, di una rete di casse professionali autonome, dedicate a specifiche categorie (Consulenti del Lavoro, Avvocati, Commercialisti, Ingegneri, ecc.). In tutto sono oltre 18 gli enti di previdenza che gestiscono in modo indipendente i contributi e le prestazioni pensionistiche dei liberi professionisti iscritti agli albi. Tra questi, l’ENPACL (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza per i Consulenti del Lavoro). In questo articolo analizzeremo i principali aspetti del sistema pensionistico riservato ai Consulenti del Lavoro.

In breve

  • L'ENPACL è obbligatoria per tutti gli iscritti all'Albo dei consulenti del lavoro, anche se dipendenti. Chi è iscritto anche a un'altra cassa di liberi professionisti, già al momento dell'iscrizione all'Albo o dopo, può optare per quella e versa all'ENPACL il solo integrativo.
  • Contributi 2026: soggettivo del 12% del reddito 2025 (minimo 2.620 euro), integrativo del 4% (minimo 380 euro), maternità 52,98 euro. Chi si iscrive prima dei 35 anni paga il 6% per l'anno di iscrizione e i quattro successivi; i pensionati possono sceglierlo ogni anno.
  • Vecchiaia: dal 2025 servono 70 anni e 5 anni di contribuzione, con posizione contributiva regolare. Anticipata: 60 anni e 40 anni di contribuzione.
  • Non serve cancellarsi dall'Albo: la pensione è compatibile con la professione e i contributi successivi producono un supplemento ogni tre anni.
  • Calcolo misto: per gli anni fino al 2012 trentesimi di pensioni base fisse più alcune maggiorazioni, dal 2013 metodo contributivo.
  • Con anni anche all'INPS, il cumulo gratuito: nella vecchiaia la quota INPS arriva a 67 anni, quella ENPACL dal mese successivo ai 70, se la pensione complessiva raggiunge l'importo soglia; nell'anticipata tutte le quote partono insieme.
  • Scadenza vicina: la dichiarazione dei redditi 2025 all'ENPACL va inviata entro il 30 settembre 2026, anche senza reddito o partita IVA.

Il consulente del lavoro passa la vita professionale a calcolare contributi e pensioni degli altri, ma la sua pensione segue regole che poco hanno a che fare con quelle INPS. Se ne occupa l'ENPACL, l'Ente nazionale di previdenza e assistenza per i consulenti del lavoro, istituito con la legge n. 1100 del 1971 e privatizzato con il decreto legislativo n. 509 del 1994.

Dal 2013 l'Ente applica il metodo contributivo e ha avviato il percorso che ha portato l'età di vecchiaia a 70 anni. Vediamo chi deve iscriversi, quanto si versa nel 2026, quando si va in pensione e come si usano i contributi versati all'INPS.

Chi si iscrive all'ENPACL

L'iscrizione è obbligatoria per tutti gli iscritti agli Albi dei consulenti del lavoro, decorre dalla data di iscrizione all'Albo e cessa con la cancellazione (articolo 8 dello Statuto). Non conta come si esercita: anche il consulente del lavoro dipendente è iscritto e non ha riduzioni per il fatto di essere dipendente. Lo stipendio non è reddito professionale, quindi chi non ha altri redditi dalla professione versa comunque i minimi: nel 2026 2.620 euro di soggettivo, 380 di integrativo e 52,98 di maternità, in tutto 3.052,98 euro.

Fa eccezione il consulente iscritto a un ente di previdenza per liberi professionisti, già al momento dell'iscrizione all'Albo o dopo (articolo 8, commi 2-4, dello Statuto). Se l'altra cassa non impone l'opzione, può non iscriversi all'ENPACL o chiederne la cancellazione; se la impone, non è iscritto all'ENPACL, o ne viene cancellato, quando opta per l'altra cassa. Se resta iscritto all'Albo versa all'ENPACL il solo contributo integrativo (articolo 9 dello Statuto) e dal 2020 può aggiungere versamenti volontari validi solo per la pensione di vecchiaia (articolo 47, comma 2, del Regolamento).

Anche chi si cancella dall'Albo ha ancora un obbligo: nell'anno successivo alla cancellazione deve inviare la dichiarazione e versare il minimo integrativo (articoli 38 e 40 del Regolamento).

Contributi 2026

ContributoRegole 2026
Soggettivo12% del reddito professionale 2025, prodotto in qualsiasi forma, come risulta dalla dichiarazione fiscale. Reddito minimo di calcolo 21.835 euro, massimo 122.016 euro. Contributo minimo 2.620 euro, 1.310 euro in misura ridotta. Dovuto anche dai pensionati iscritti
Integrativo4% di tutti i compensi del volume d'affari IVA, compresi gli incarichi di amministratore, sindaco o revisore. Minimo 380 euro, dovuto anche senza volume d'affari o partita IVA e dai pensionati
Maternità52,98 euro, con la rata del 30 settembre

Due agevolazioni sul soggettivo, che si estendono anche al minimo (articolo 37 del Regolamento di previdenza e assistenza):

  • under 35: chi si iscrive prima dei 35 anni versa il 6% per l'anno di iscrizione e i quattro anni solari successivi; dopo si paga il 12%, anche se si hanno ancora meno di 35 anni. La riduzione è automatica: chi preferisce l'aliquota intera deve chiederla e la applica dal mese successivo alla richiesta;
  • pensionati: i pensionati di vecchiaia, anzianità e vecchiaia anticipata, anche in cumulo e totalizzazione, possono scegliere ogni anno il 6%, nella dichiarazione di settembre. L'opzione vale dalla data di pensionamento oppure, negli anni successivi, dal 1° gennaio dell'anno della richiesta.

L'integrativo non ha riduzioni. Non esistono aliquote soggettive più alte, ma si può aggiungere una contribuzione facoltativa (la "modularità"), in importi di 500 euro o multipli, che dà una pensione aggiuntiva calcolata con il contributivo ed è interamente deducibile.

Scadenza: 30 settembre 2026

Entro il 30 settembre, il termine fissato dall'Ente per quest'anno, va inviata online la dichiarazione del reddito professionale e del volume d'affari 2025, anche in assenza di reddito, di volume d'affari o di partita IVA. Alla stessa data si pagano il minimo integrativo e la maternità. Le eccedenze di soggettivo e integrativo rispetto ai minimi si versano in un'unica soluzione o fino a quattro rate senza interessi (30 settembre, 31 ottobre, 30 novembre e 16 dicembre). Il minimo soggettivo si paga invece in quattro rate, l'ultima il 30 novembre. Chi non invia la dichiarazione incorre nelle sanzioni dell'articolo 50 del Regolamento e, se l'omissione si ripete, viene segnalato al Consiglio provinciale dell'Ordine.

Le pensioni ENPACL

PensioneRequisitiDecorrenzaCancellazione dall'Albo
Vecchiaia (articolo 5)70 anni di età e 5 anni di iscrizione e contribuzioneMese successivo alla domandaNon richiesta
Vecchiaia anticipata (articolo 6)60 anni di età e 40 anni di iscrizione e contribuzione, compresi riscatti e ricongiunzioniMese successivo alla domandaNon richiesta: l'articolo 6 la chiede solo sotto i 40 anni di anzianità

I requisiti sono arrivati a regime per gradi dal 2013. L'età di vecchiaia è partita da 66 anni nel 2013 ed è salita di un anno ogni tre, fino ai 70 anni dal 2025. L'anzianità per l'anticipata è partita da 36 anni ed è salita di un anno ogni due, fino ai 40 anni.

Per entrambe le pensioni serve la regolarità contributiva (articolo 21): dichiarazioni presentate e contributi, sanzioni, interessi e spese interamente versati. Con una rateazione in corso la regolarità si raggiunge con l'ultima rata. Se la posizione non è regolare la pensione decorre dal mese successivo al pagamento, salvo che si regolarizzi entro 60 giorni dalla richiesta dell'Ente.

Niente arretrati: la domanda va presentata in tempo

La pensione ENPACL decorre dal mese successivo alla domanda, non dalla maturazione dei requisiti. Chi compie 70 anni e presenta la domanda mesi dopo perde le rate di quel periodo. L'unica eccezione riguarda chi aveva maturato i requisiti entro il 2012: per la vecchiaia può avere fino a due annualità di arretrati (articolo 21, commi 4 e 5).

E l'importo minimo di pensione?

Per la pensione di vecchiaia il Regolamento prevede un requisito di importo minimo, pari a cinque volte il contributo soggettivo minimo dell'anno in cui si matura il diritto (13.100 euro con i valori 2026). Per la pensione autonoma non è richiesto a chi ha compiuto 70 anni (articolo 5, comma 1), quindi con l'età di vecchiaia ormai a 70 anni non opera più. Nel cumulo invece l'ENPACL lo richiede sempre, sommando tutte le quote di pensione: lo vediamo più avanti.

Come si calcola

La pensione ENPACL somma la quota in trentesimi degli anni fino al 2012, le maggiorazioni, la quota contributiva dal 2013 e l'eventuale pensione aggiuntiva da contribuzione facoltativa (articoli 5 e 22 del Regolamento).

  1. Anni fino al 2012 Si aggiungono tanti trentesimi quanti sono gli anni di anzianità di due pensioni base in misura fissa: 8.773 euro per gli anni fino al 2009 e 9.000 euro per gli anni dal 2010 al 2012, rivalutate con l'indice ISTAT. Conta il numero di anni, non il reddito né i contributi versati.
  2. Maggiorazioni sugli anni fino al 2012 L'importo cresce del 7,5% dei contributi per marche Russo Spena apposte fino al 1991, del 10% dei contributi integrativi versati fino al 2002 e dell'8% di quelli versati dal 2003 al 2012.
  3. Anni dal 2013 Metodo contributivo: il montante, rivalutato al 31 dicembre con il tasso deliberato dall'Ente, mai inferiore all'1,5%, moltiplicato per il coefficiente di trasformazione dell'età di pensionamento. Quanto riconosciuto in più per effetto del tasso minimo è recuperato negli anni in cui il tasso supera l'1,5%. Nel montante entrano i soggettivi, i versamenti volontari, i riscatti e le ricongiunzioni degli anni successivi al 2012 e gli integrativi versati dal 2013. Dal 2014 si esclude un quarto dell'integrativo versato, e comunque almeno l'importo del minimo integrativo: chi versa solo il minimo non accredita integrativo.
  4. Pensione aggiuntiva Chi ha versato la contribuzione facoltativa riceve anche una pensione aggiuntiva, calcolata con il contributivo (articolo 22).

Esempio a valori base. 20 anni di anzianità fino al 2009 e 3 anni dal 2010 al 2012.

20/30 di 8.773 euro = 5.848,67 euro; 3/30 di 9.000 euro = 900 euro.

A queste quote, rivalutate ISTAT, si aggiungono le maggiorazioni e la quota contributiva maturata dal 2013.

Non esiste l'integrazione al minimo: le soglie minime valgono solo per le pensioni di inabilità e di invalidità.

Le altre pensioni

  • Inabilità (articolo 8): per la perdita totale e permanente della capacità professionale, con almeno 5 anni di iscrizione e contribuzione, requisito che non serve se l'inabilità deriva da infortunio. Richiede la cancellazione dall'Albo e non può essere inferiore a cinque volte il soggettivo minimo.
  • Invalidità (articolo 14): per la riduzione della capacità professionale a meno di un terzo, con 10 anni di contribuzione, 5 in caso di infortunio. Vale il 70% della pensione calcolata, con una soglia minima.
  • Ai superstiti: la pensione indiretta richiede almeno 15 anni di iscrizione e contribuzione del consulente, oppure 5 anni di cui 3 nell'ultimo quinquennio. Al coniuge spetta il 60%.

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Contributi anche all'INPS: cumulo, totalizzazione, ricongiunzione

Molti consulenti del lavoro hanno lavorato da dipendenti prima di iscriversi all'Albo. Quei contributi si possono valorizzare in tre modi. Nel cumulo valgono i requisiti della pensione di vecchiaia e anticipata INPS (articolo 24 del decreto-legge n. 201 del 2011), nella totalizzazione quelli del decreto legislativo n. 42 del 2006. Dal 2027 aumentano con l'adeguamento alla speranza di vita: il decreto direttoriale del 19 dicembre 2025 prevede tre mesi, applicati per un mese nel 2027 e per intero dal 2028 (articolo 1, comma 185, della legge n. 199 del 2025; per il cumulo, circolare INPS n. 28 del 16 marzo 2026).

Requisito202620272028
Vecchiaia in cumulo (con 20 anni)67 anni67 anni e 1 mese67 anni e 3 mesi
Anticipata in cumulo, uomini42 anni e 10 mesi42 anni e 11 mesi43 anni e 1 mese
Anticipata in cumulo, donne41 anni e 10 mesi41 anni e 11 mesi42 anni e 1 mese
Vecchiaia in totalizzazione (con 20 anni)66 anni66 anni e 1 mese (stima)66 anni e 3 mesi (stima)
Anzianità in totalizzazione41 anni41 anni e 1 mese (stima)41 anni e 3 mesi (stima)

Finestre: 3 mesi per l'anticipata in cumulo, 18 mesi per la vecchiaia e 21 mesi per l'anzianità in totalizzazione. I valori 2027 e 2028 della totalizzazione applicano lo stesso aumento, ma l'INPS non li ha ancora indicati in una circolare.

Il cumulo gratuito

Il cumulo (articolo 1, commi 239 e seguenti, della legge n. 228 del 2012, come modificata dalla legge n. 232 del 2016) somma senza costi tutti i periodi non coincidenti per un'unica pensione, pagata dall'INPS. Ogni gestione calcola la sua quota con le proprie regole, quindi la quota ENPACL mantiene i trentesimi per gli anni fino al 2012. La domanda è una sola e va presentata all'ente di ultima iscrizione (circolare INPS n. 140 del 12 ottobre 2017). Non può chiederlo chi è già titolare di una pensione diretta, e con l'ENPACL serve la regolarità contributiva.

Vecchiaia in cumulo: prima l'INPS, poi l'ENPACL

Il diritto alla pensione di vecchiaia in cumulo nasce con i requisiti INPS: nel 2026 67 anni di età e 20 anni di contribuzione, sommando le gestioni. Il Ministero del lavoro (nota n. 13919 dell'11 settembre 2017) e l'INPS (circolare n. 140 del 2017, paragrafo 1.1) la qualificano però come una "fattispecie a formazione progressiva": ogni gestione paga la propria quota solo quando si raggiungono anche i requisiti anagrafici e contributivi del suo ordinamento. Per l'ENPACL l'età è 70 anni, quindi le quote arrivano in due tempi: quando i requisiti dell'Ente si perfezionano, l'ENPACL comunica all'INPS la propria quota, che si aggiunge alla pensione.

QuotaRequisiti per riceverlaDecorrenza
INPS67 anni nel 2026 e 20 anni di contribuzione complessiva, più gli eventuali requisiti ulteriori della gestione di ultima iscrizione, come la cessazione del lavoro dipendente1° giorno del mese successivo ai requisiti o, su richiesta, alla domanda
ENPACL70 anni di età e 5 anni di iscrizione e contribuzione all'ENPACL, più l'importo soglia (vedi sotto)1° giorno del mese successivo alla maturazione di tutti i requisiti, o alla domanda se presentata dopo

Importo soglia: per la quota in cumulo l'ENPACL richiede sempre un terzo requisito, oltre all'età e alla contribuzione. La pensione deve valere almeno cinque volte il contributo soggettivo minimo dell'anno in cui si maturano i requisiti, 13.100 euro con i valori 2026, e l'Ente lo verifica sommando tutte le quote di pensione a carico delle singole gestioni, INPS compresa.

Esempio. Consulente del lavoro nata a giugno 1959, con 10 anni da dipendente e 25 anni di ENPACL: 35 anni di contribuzione complessiva.

A giugno 2026 compie 67 anni: dal 1° luglio 2026 riceve la quota INPS.

A giugno 2029 compie 70 anni: dal 1° luglio 2029 si aggiunge la quota ENPACL, se la pensione complessiva, INPS più ENPACL, raggiunge l'importo soglia di quell'anno. Se nel frattempo resta iscritta all'Albo, continua a versare all'ENPACL.

Anticipata in cumulo: tutte le quote insieme

Nell'anticipata non c'è formazione progressiva. Con 42 anni e 10 mesi di contribuzione complessiva per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne nel 2026, a qualsiasi età, tutte le quote partono insieme trascorsi tre mesi dalla maturazione del requisito; se la domanda arriva dopo, dal 1° giorno del mese successivo alla domanda. Servono anche gli eventuali requisiti ulteriori dei singoli ordinamenti (circolare n. 140 del 2017, paragrafo 1.2): chi lavora come dipendente deve cessare il rapporto. Poiché il requisito complessivo supera i 40 anni, l'ENPACL non chiede la cancellazione dall'Albo.

La quota ENPACL non beneficia dell'integrazione al minimo. Chi va in pensione in cumulo o in totalizzazione e continua a lavorare ha diritto al supplemento e può scegliere il soggettivo al 6%.

La totalizzazione

La totalizzazione (decreto legislativo n. 42 del 2006) è gratuita e pagata dall'INPS, con finestre più lunghe. Di norma la quota è calcolata con il contributivo, ma se l'anzianità presso l'ENPACL è almeno pari ai 5 anni richiesti per la vecchiaia si applica il calcolo dell'Ente. Qui trovi come funziona la totalizzazione nel 2026.

Ricongiunzione, riscatti e prosecuzione volontaria

IstitutoRegole ENPACL
RicongiunzioneIn entrata per gli iscritti, in uscita per i cancellati (legge n. 45 del 1990; articoli 45 e 46 del Regolamento). Per i periodi fino al 2012 si paga la riserva matematica, al netto delle somme trasferite; in alternativa la ricongiunzione gratuita dell'articolo 46 porta i contributi nel montante, ma vale solo per l'importo e non per il diritto, quindi non conta per i 40 anni dell'anticipata. Per i periodi dal 2013 l'Ente la indica come operazione gratuita: i contributi trasferiti, rivalutati, entrano nel montante e si sommano all'anzianità (articolo 45, comma 2)
RiscattiPraticantato, laurea di accesso alla professione e servizio militare o civile fino a 2 anni, per periodi non coperti da altra contribuzione (articolo 44). Per i periodi dal 2013 costa, per ogni anno, il soggettivo minimo intero dell'anno della domanda (2.620 euro nel 2026); per i periodi precedenti la riserva matematica, comunque non inferiore per ogni anno al soggettivo minimo in vigore alla domanda. Fino a 60 rate mensili senza interessi, 120 per la laurea
Prosecuzione volontariaDopo la cancellazione, con almeno 2 anni di contribuzione anche non continuativi (articolo 47). Vale solo per la pensione di vecchiaia e costa ogni anno il soggettivo minimo in vigore nell'anno della domanda: 2.620 euro per chi la chiede nel 2026

Riscatti e ricongiunzioni a pagamento producono effetti solo quando l'onere è versato per intero: con una rateazione in corso contano dall'ultima rata.

Con la circolare n. 15 del 9 febbraio 2026 l'INPS, recependo la sentenza della Cassazione n. 26039 del 2019, ammette la ricongiunzione tra Gestione separata e casse professionali, in entrambe le direzioni e anche per le domande pendenti.

Se continui a lavorare dopo la pensione

La pensione ENPACL è compatibile con la professione e non richiede la cancellazione dall'Albo. Chi prosegue resta iscritto e versa soggettivo (12%, oppure 6% su opzione annuale), integrativo con il minimo di 380 euro e maternità.

In cambio matura un supplemento di pensione ogni tre anni (articolo 7), calcolato con le regole dell'articolo 5 sui contributi versati nel triennio, a partire dal 1° gennaio dell'anno successivo alla decorrenza della pensione. Il supplemento spetta ai pensionati di vecchiaia e di vecchiaia anticipata, anche in totalizzazione e cumulo, ed è attribuito automaticamente. I contributi versati dalla decorrenza della pensione al 31 dicembre dello stesso anno servono invece a ricalcolare la pensione.

Il 6% conviene?

L'opzione per il 6% abbassa i contributi di oggi, ma anche il supplemento di domani, che si calcola su quanto effettivamente versato. Conta l'età: più il supplemento arriva tardi, più il coefficiente di trasformazione è favorevole (fino ai 71 anni), ma meno anni lo si incassa.

Cosa fare adesso

  1. Invia la dichiarazione entro il 30 settembre 2026 Riguarda reddito e volume d'affari 2025 ed è obbligatoria anche senza reddito o partita IVA.
  2. Verifica la regolarità contributiva Contributi, sanzioni, interessi e spese devono essere pagati. Con una rateazione in corso la pensione non decorre fino all'ultima rata; se l'Ente segnala un debito, regolarizzarlo entro 60 giorni salva la decorrenza.
  3. Controlla gli anni fino al 2012 Numero di anni, marche Russo Spena e integrativi versati determinano la parte più favorevole della pensione.
  4. Valuta riscatti e ricongiunzione Praticantato, laurea e periodi INPS possono avvicinare i 40 anni dell'anticipata, ma contano solo a pagamento completato; la ricongiunzione gratuita dei periodi fino al 2012 vale solo per l'importo.
  5. Presenta la domanda al momento giusto La pensione non ha arretrati, salvo i diritti maturati entro il 2012: decorre dal mese successivo alla domanda.
  6. Se hai contributi INPS, confronta le strade Cumulo, totalizzazione e ricongiunzione danno importi e date diversi: la scelta va fatta sui numeri.

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Domande frequenti

Sono consulente del lavoro dipendente: devo iscrivermi all'ENPACL?

Sì. L'iscrizione all'ENPACL è obbligatoria per tutti gli iscritti all'Albo, anche se dipendenti, e non ci sono riduzioni per il fatto di essere dipendente: senza reddito professionale si versano i minimi, 3.052,98 euro in tutto nel 2026. Fa eccezione chi è iscritto a un'altra cassa di liberi professionisti e opta per quella, al momento dell'iscrizione all'Albo o dopo: all'ENPACL versa il solo integrativo.

Quanto si paga all'ENPACL nel 2026?

Il 12% del reddito professionale 2025, con un minimo di 2.620 euro e un reddito massimo di calcolo di 122.016 euro; il 4% del volume d'affari come integrativo, con minimo di 380 euro; 52,98 euro di maternità. Chi si iscrive prima dei 35 anni paga il 6% per l'anno di iscrizione e i quattro successivi.

Quando vado in pensione con l'ENPACL?

Con la vecchiaia a 70 anni e 5 anni di contribuzione, oppure con la vecchiaia anticipata a 60 anni e 40 anni di contribuzione, compresi riscatti e ricongiunzioni. In entrambi i casi serve la regolarità contributiva e la pensione decorre dal mese successivo alla domanda.

Devo cancellarmi dall'Albo per prendere la pensione?

No. Né la vecchiaia né la vecchiaia anticipata la richiedono, e neppure l'anticipata in cumulo. Chi continua a lavorare resta iscritto e matura un supplemento ogni tre anni. La cancellazione serve invece per la pensione di inabilità.

Come vengono calcolati gli anni prima del 2013?

Con i trentesimi: per ogni anno di anzianità si matura un trentesimo di due pensioni base fisse, 8.773 euro per gli anni fino al 2009 e 9.000 euro per il 2010-2012, rivalutate ISTAT. Si aggiungono il 7,5% dei contributi per marche Russo Spena fino al 1991 e una percentuale dei contributi integrativi versati: il 10% fino al 2002 e l'8% dal 2003 al 2012.

Esiste ancora un importo minimo di pensione per la vecchiaia?

Sì, ma con effetti diversi. Per la pensione autonoma il Regolamento chiede che la pensione non sia inferiore a cinque volte il contributo soggettivo minimo, ma non a chi ha compiuto 70 anni: poiché dal 2025 l'età di vecchiaia è proprio 70 anni, la soglia non opera più. Nel cumulo invece l'ENPACL la richiede sempre, sommando tutte le quote di pensione. Non esiste un'integrazione al minimo.

Ho anni INPS da dipendente: meglio cumulo o ricongiunzione?

Dipende. Il cumulo è gratuito e ogni gestione paga la sua quota con le sue regole: nella vecchiaia la quota INPS arriva a 67 anni, quella ENPACL dal mese successivo ai 70, se la pensione complessiva raggiunge l'importo soglia. La ricongiunzione porta tutto in ENPACL: per i periodi fino al 2012 costa la riserva matematica meno i contributi trasferiti, oppure è gratuita ma vale solo per l'importo e non per il diritto. Per l'anticipata in cumulo nel 2026 servono 42 anni e 10 mesi agli uomini e 41 anni e 10 mesi alle donne, più tre mesi di finestra.

Continuo a lavorare dopo la pensione: cosa succede?

Resti iscritto, versi i contributi, anche al 6% su opzione, e ogni tre anni ricevi automaticamente un supplemento calcolato con il contributivo sui contributi del triennio. Vale anche per chi è in pensione in cumulo o in totalizzazione.

Mi cancello dall'Albo: posso continuare a versare?

Sì, con la prosecuzione volontaria, se hai almeno 2 anni di contribuzione all'Ente, anche non continuativi. Vale solo per la pensione di vecchiaia e costa ogni anno il contributo soggettivo minimo in vigore nell'anno della domanda: 2.620 euro per chi la chiede nel 2026. Attenzione: nell'anno successivo alla cancellazione restano dovuti la dichiarazione e il minimo integrativo.

Entro quando va presentata la dichiarazione all'ENPACL?

Per i redditi 2025 entro il 30 settembre 2026, solo online: è il termine fissato dall'Ente per quest'anno, mentre il Regolamento indica il 16 settembre. È obbligatoria anche senza reddito, volume d'affari o partita IVA, e anche nell'anno successivo alla cancellazione dall'Albo.

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