20 Luglio 2026

La pensione per i commercialisti

In Italia si contano 19 casse previdenziali professionali, ovvero enti che gestiscono la previdenza di specifiche categorie professionali sostituendosi all'INPS. Per la professione di commercialista le casse sono due: la Cassa Dottori Commercialisti (CDC), che gestisce la previdenza dei dottori commercialisti, e la Cassa Nazionale Ragionieri (CNPR), che gestisce la previdenza dei ragionieri e periti commerciali e degli esperti contabili. Dal 2008, infatti, esiste un unico Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili (D.Lgs 139/2005), ma le due casse di previdenza sono rimaste distinte: i dottori commercialisti sono iscritti alla CDC, mentre i ragionieri commercialisti e gli esperti contabili iscritti nella sezione B dell'Albo sono iscritti alla CNPR. Vediamo insieme le regole e i requisiti di pensione di entrambe le casse.

In breve

  • I commercialisti hanno due casse. La CNPADC per i dottori commercialisti, la CNPR per i ragionieri commercialisti e gli esperti contabili. L'Albo è unico dal 2008, le casse sono rimaste separate.
  • CNPADC: vecchiaia a 68 anni con 33 anni di anzianità o a 70 con 25, anticipata a 61 anni con 38 o con 40 anni a qualsiasi età. Chi ha anzianità solo dal 2004 esce con la pensione unica contributiva a 62 anni con 5 anni.
  • CNPR: vecchiaia a 68 anni con 40 anni di contribuzione a regime, con requisiti ridotti per i nati fino al 1962; anticipata con 20 anni a 63 anni e 9 mesi nel 2026, un'età che segue la speranza di vita, calcolata interamente con il contributivo.
  • Contributi 2026: alla CNPADC soggettivo dal 12% al 100% del reddito (minimo 3.180 euro), alla CNPR dal 15% al 25%; integrativo del 4% in entrambe. Dal 2027 l'aliquota minima CNPR sale gradualmente fino al 18%.
  • Con contributi anche all'INPS si sommano i periodi con il cumulo gratuito. Nella vecchiaia la quota INPS arriva a 67 anni, quella della cassa solo quando si raggiungono anche i suoi requisiti. L'anticipata, con tutte le quote insieme, richiede nel 2026 42 anni e 10 mesi (uomini) o 41 anni e 10 mesi (donne), un mese in più nel 2027 e tre dal 2028.
  • Chi lavora dopo la pensione matura supplementi: ogni cinque anni nella CNPADC, ogni due anni nella CNPR.

Per i commercialisti la pensione non passa dall'INPS ma da una cassa di categoria, un ente privatizzato con regole proprie su contributi, requisiti e calcolo (decreto legislativo n. 509 del 1994). Le casse però sono due, e non si sceglie: dipende dal titolo con cui si è iscritti all'Albo.

Le differenze sono profonde. La CNPADC lascia scegliere l'aliquota contributiva in una forchetta ampia e ha requisiti diversi per chi era iscritto prima del 2004 e per chi è arrivato dopo. La CNPR ha un'aliquota minima più alta, che dal 2027 aumenta ancora, e requisiti di vecchiaia che dipendono dalla data di nascita. Vediamo le regole in vigore nel 2026, cassa per cassa, e cosa succede a chi ha versato anche all'INPS.

Due casse per una sola professione

Dal 1° gennaio 2008 dottori commercialisti, ragionieri ed esperti contabili sono iscritti a un unico Albo (decreto legislativo n. 139 del 2005). La previdenza invece è rimasta divisa: la delega per unificare le casse non è mai stata esercitata.

ChiCassaNote
Dottore commercialista (sezione A dell'Albo)CNPADCIstituita con la legge n. 100 del 1963, privatizzata dal 1995
Ragioniere commercialista (sezione A, proveniente dall'Albo dei ragionieri)CNPRCassa dei ragionieri e periti commerciali
Esperto contabile (sezione B dell'Albo)CNPRObbligo previsto dall'articolo 1, comma 4, della legge n. 208 del 2015 per chi esercita con continuità

CNPADC: iscrizione e contributi 2026

L'iscrizione alla Cassa dottori commercialisti è obbligatoria per chi è iscritto all'Albo come dottore commercialista e ha avviato l'attività con partita IVA, individuale o tramite una società tra professionisti. La domanda va presentata entro sei mesi e l'iscrizione decorre dal 1° gennaio dell'anno in cui i due requisiti coesistono; in mancanza provvede la Cassa d'ufficio (articolo 3 del Regolamento unitario).

Chi è già iscritto a un'altra previdenza obbligatoria per un'attività diversa, o è titolare di un'altra pensione, può chiedere l'esonero entro sei mesi. Resta comunque dovuto il contributo integrativo del 4%, senza minimo.

ContributoRegole 2026
SoggettivoAliquota a scelta dal 12% al 100% del reddito professionale netto dell'anno precedente, fino a un tetto di 209.300 euro. Minimo 3.180 euro
Integrativo4% dei corrispettivi del volume d'affari IVA, dovuto anche se il cliente non paga. Minimo 954 euro. Una parte viene accreditata sul montante (il 37,5% per gli anni dal 2023 al 2032, il 25% dal 2013 al 2022): per intero a chi è iscritto dal 2004, in misura ridotta in proporzione agli altri, e sempre se la sostenibilità del sistema lo consente
MaternitàImporto fisso annuo, dovuto anche dai pensionati in attività: 74,92 euro nel 2025, importo 2026 ancora da definire

Le agevolazioni principali riguardano i primi anni e i pensionati. Chi si iscrive prima dei 35 anni non versa il minimo soggettivo né quello integrativo per i primi cinque anni. Chi si iscrive dai 35 anni in su è esonerato per cinque anni dal solo minimo soggettivo: l'agevolazione vale per le iscrizioni fino al 2026 e può essere rinnovata dall'Assemblea dei delegati. I pensionati che continuano l'attività scelgono l'aliquota dal 12% al 100% senza minimi, salvo i titolari di pensione di invalidità.

L'aliquota alta rende di più

La CNPADC premia chi versa di più: sul montante viene accreditata un'aliquota "di computo" superiore a quella pagata. Dai versamenti 2023, per esempio, chi sceglie il 22% si vede accreditare il 27%. Il beneficio è pieno per chi è iscritto dal 2004, ridotto in proporzione per chi era iscritto prima, ed è subordinato alla sostenibilità del sistema (articolo 26 del Regolamento unitario).

Le prossime scadenze 2026: seconda rata dei minimi entro il 2 novembre, comunicazione dei redditi dal 26 ottobre al 1° dicembre, eccedenze e maternità entro il 21 dicembre. Le eccedenze da 1.000 euro in su si possono dividere in quattro rate, l'ultima entro il 30 settembre dell'anno successivo.

CNPADC: le pensioni

I requisiti cambiano a seconda che si abbia o meno anzianità prima del 1° gennaio 2004, data della riforma contributiva della Cassa.

PensionePer chiRequisitiDecorrenza
VecchiaiaChi ha anzianità anche prima del 200468 anni e 33 anni di anzianità, oppure 70 anni e 25 anni1° giorno del mese successivo ai requisiti
Vecchiaia anticipataChi ha anzianità anche prima del 200461 anni e 38 anni di anzianità, oppure 40 anni a qualsiasi età. Con invalidità permanente di almeno il 50%: 58 anni e 35 anni, con cancellazione dall'AlboDopo una finestra di 6-9 mesi
Pensione unica contributivaChi ha anzianità solo dal 1° gennaio 200462 anni e 5 anni di anzianità1° giorno del mese successivo alla domanda

Per la vecchiaia anticipata valgono le finestre dell'articolo 59, commi 6 e 8, della legge n. 449 del 1997: la pensione non parte subito, ma con un differimento di sei-nove mesi, secondo il trimestre in cui si maturano i requisiti.

Requisiti maturati nelLa pensione decorre dal
1° trimestre1° ottobre dello stesso anno
2° trimestre1° gennaio dell'anno successivo
3° trimestre1° aprile dell'anno successivo
4° trimestre1° luglio dell'anno successivo

Se la domanda arriva dopo la finestra, la pensione decorre dal 1° giorno del mese successivo alla domanda.

Per la vecchiaia e l'anticipata ordinaria non serve cancellarsi dall'Albo. Attenzione invece agli anni con versamenti omessi o parziali: non contano per l'anzianità.

Come si calcola

La pensione CNPADC segue un metodo misto pro rata (articolo 26 del Regolamento unitario):

  • quota reddituale per le anzianità fino al 31 dicembre 2003, calcolata in percentuale sulla media dei redditi professionali rivalutati;
  • quota contributiva dal 2004: il montante dei contributi, rivalutato ogni anno (per il 2025 il tasso di capitalizzazione è del 2,1045%), moltiplicato per il coefficiente di trasformazione dell'età di pensionamento.

C'è una salvaguardia: la pensione non può essere inferiore a quella calcolata con il solo metodo contributivo. L'integrazione al trattamento minimo riguarda solo la quota reddituale, in proporzione, e mai quella contributiva, salvo per inabilità, invalidità e pensioni indirette. Nel 2026 le pensioni in pagamento sono state rivalutate dell'1,2% fino a 37.511,41 euro, dell'1,08% fino a 62.519,01 euro e dello 0,9% oltre.

CNPR: iscrizione e contributi 2026

Alla CNPR si iscrivono i ragionieri commercialisti e gli esperti contabili che esercitano la professione con carattere di continuità, anche se pensionati. L'iscrizione all'Albo fa presumere l'esercizio: la domanda va presentata entro sei mesi, altrimenti la Cassa iscrive d'ufficio, e chi non esercita deve comunicarlo entro lo stesso termine. Dal 2013 non è più possibile restare fuori perché iscritti ad altre forme obbligatorie o già pensionati; chi ha un secondo Albo con cassa obbligatoria sceglie una sola cassa entro sei mesi.

ContributoRegole 2026
SoggettivoAliquota a scelta dal 15% al 25% del reddito professionale dell'anno precedente. Minimo 3.771,10 euro; massimale di reddito 123.886,17 euro, che non si applica se l'iscritto chiede di versare anche oltre
Soggettivo supplementare0,75% del reddito, con un contributo minimo annuo. Finanzia le prestazioni di solidarietà e assistenza: non va sul montante individuale
Integrativo4% del volume d'affari IVA, addebitato al cliente. Minimo 939,06 euro. Non viene accreditato sul montante
MaternitàImporto fisso annuo: 12 euro nel 2026

I contributi si pagano in sette rate nel corso dell'anno, mentre la comunicazione dei redditi va inviata entro il 31 luglio. Le agevolazioni:

  • giovani: chi si iscrive per la prima volta prima dei 38 anni può versare metà del soggettivo per l'anno di iscrizione e i sei successivi, non oltre l'anno in cui compie 38 anni, e non versa il minimo integrativo;
  • pensionati CNPR che proseguono (vecchiaia, anzianità, anticipata e supplementare di vecchiaia): minimo soggettivo al 50% e nessun minimo se non hanno reddito professionale;
  • pensionati di altri enti: il minimo soggettivo non è dovuto (articolo 8 del Regolamento della previdenza);
  • per entrambi i gruppi di pensionati: facoltà di un'aliquota pari a metà di quella minima (7,5% nel 2026), supplementare allo 0,38% con minimo dimezzato, integrativo senza minimo;
  • chi ha già l'anzianità contributiva per la vecchiaia ma non l'età può versare il soggettivo in misura dimezzata e non deve il minimo integrativo;
  • chi è iscritto anche a un'altra assicurazione obbligatoria non versa il minimo soggettivo né quello integrativo.

Dal 2027 aliquote più alte

Il Comitato dei delegati ha deliberato a novembre 2024, e i Ministeri vigilanti hanno approvato, un aumento graduale dell'aliquota soggettiva minima: 16% nel 2027, 17% nel 2028, 18% dal 2029. L'aliquota massima sale al 40%. Chi versa di più costruisce un montante più alto, ma il costo per i redditi medio bassi cresce.

CNPR: le pensioni

La pensione di vecchiaia richiede, a regime, 68 anni di età e 40 anni di iscrizione e contribuzione (articolo 19 del Regolamento della previdenza). Per i nati entro il 31 dicembre 1962 il Regolamento prevede requisiti ridotti.

NatiEtàAnni di iscrizione e contribuzione
fino al 31/12/19476530
1948-19496631
1950-19516732
1952-19536833
1/1/1954 - 30/6/19556834
1/7/1955 - 31/12/19566835
1/1/1957 - 30/6/19586836
1/7/1958 - 31/12/19596837
1/1/1960 - 30/6/19616838
1/7/1961 - 31/12/19626839
dal 19636840

Esempio: nel 2026 compiono 68 anni i nati nel 1958. Servono 36 anni di contribuzione a chi è nato entro il 30 giugno 1958, 37 a chi è nato dopo.

La pensione anticipata richiede almeno 20 anni di iscrizione e contribuzione e un'età agganciata alla speranza di vita (articolo 20, comma 2, del Regolamento): 63 anni e 9 mesi nel 2026, destinati a salire dal 2027 con il nuovo adeguamento. Ha sostituito dal 2013 la pensione di anzianità ed è calcolata interamente con il metodo contributivo, anche per gli anni precedenti al 2004 (articoli 20 e 34 del Regolamento).

Anticipata CNPR: prima fare i conti

Uscire prima costa due volte: il coefficiente di trasformazione è più basso e gli anni fino al 2003, che nella vecchiaia sono calcolati con il metodo reddituale, di norma più favorevole, passano al contributivo. Prima della domanda conviene confrontare l'importo con quello della vecchiaia.

Il calcolo ordinario è misto: quota reddituale per le anzianità fino al 31 dicembre 2003, ridotta di una "riduzione di equilibrio" pari a un quarto della differenza tra quota reddituale e contributiva, fino a un massimo del 20%; quota contributiva dal 2004, con i coefficienti di trasformazione dell'INPS. Chi si è iscritto dopo il 2003 è interamente nel contributivo. Per vecchiaia e anticipata non è prevista l'integrazione al minimo.

La pensione decorre dal 1° giorno del mese successivo alla domanda, o alla maturazione dei requisiti se successiva, e per vecchiaia e anticipata si può scegliere una decorrenza posticipata. Non serve cancellarsi dall'Albo: la cancellazione è richiesta solo per l'inabilità e per la pensione supplementare, quella che spetta a chi ha già una pensione da un altro ente e non raggiunge i requisiti in CNPR.

Entrambe le casse riconoscono anche pensioni di inabilità, di invalidità e ai superstiti (reversibilità e indiretta), ciascuna con requisiti e calcolo propri.

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Contributi anche all'INPS: cumulo, totalizzazione, ricongiunzione

Molti commercialisti hanno lavorato da dipendenti prima dell'Albo, o hanno anni in Gestione separata. Quei contributi si possono usare in tre modi. Nel cumulo valgono i requisiti della pensione di vecchiaia e anticipata INPS, nella totalizzazione quelli del decreto legislativo n. 42 del 2006. Dal 2027 aumentano con l'adeguamento alla speranza di vita: il decreto direttoriale del 19 dicembre 2025 prevede tre mesi, applicati per un mese nel 2027 e per intero dal 2028 (articolo 1, comma 185, della legge n. 199 del 2025; per il cumulo, circolare INPS n. 28 del 16 marzo 2026).

Requisito202620272028
Vecchiaia in cumulo (con 20 anni)67 anni67 anni e 1 mese67 anni e 3 mesi
Anticipata in cumulo, uomini42 anni e 10 mesi42 anni e 11 mesi43 anni e 1 mese
Anticipata in cumulo, donne41 anni e 10 mesi41 anni e 11 mesi42 anni e 1 mese
Vecchiaia in totalizzazione (con 20 anni)66 anni66 anni e 1 mese (stima)66 anni e 3 mesi (stima)
Anzianità in totalizzazione41 anni41 anni e 1 mese (stima)41 anni e 3 mesi (stima)

Finestre: 3 mesi per l'anticipata in cumulo, 18 mesi per la vecchiaia e 21 mesi per l'anzianità in totalizzazione. I valori 2027 e 2028 della totalizzazione applicano lo stesso aumento, ma l'INPS non li ha ancora indicati in una circolare.

Il cumulo gratuito

Il cumulo (articolo 1, commi 239 e seguenti, della legge n. 228 del 2012, come modificata dalla legge n. 232 del 2016) somma senza costi tutti i periodi non coincidenti per un'unica pensione, pagata dall'INPS: ogni gestione calcola la sua quota con le proprie regole. La domanda è una sola e va presentata all'ente di ultima iscrizione (circolare INPS n. 140 del 12 ottobre 2017). Non può chiederlo chi è già titolare di una pensione diretta; secondo la CNPADC ne resta escluso anche chi ha ricongiunto i contributi con la legge n. 45 del 1990, mentre vi possono accedere i cancellati dalla Cassa che non hanno chiesto la restituzione dei contributi.

Vecchiaia in cumulo: le quote arrivano in tempi diversi

Il diritto alla pensione di vecchiaia in cumulo nasce con i requisiti INPS: nel 2026 67 anni di età e 20 anni di contribuzione, sommando tutte le gestioni. Il Ministero del lavoro (nota n. 13919 dell'11 settembre 2017) e l'INPS (circolare n. 140 del 2017, paragrafo 1.1) la qualificano però come una "fattispecie a formazione progressiva": ogni gestione paga la propria quota solo quando si raggiungono anche i requisiti anagrafici e contributivi del suo ordinamento. L'INPS liquida subito le quote per cui i requisiti ci sono; la cassa con requisiti più alti, quando si perfezionano, comunica all'INPS la propria quota, che si aggiunge alla pensione.

QuotaRequisiti per riceverlaDecorrenza
INPS e Gestione separata67 anni nel 2026 e 20 anni di contribuzione complessiva, più gli eventuali requisiti ulteriori della gestione di ultima iscrizione, come la cessazione del lavoro dipendente1° giorno del mese successivo ai requisiti o, su richiesta, alla domanda
CNPADC, con anzianità solo dal 2004I requisiti della pensione unica contributiva (62 anni e 5 anni) sono più bassi di quelli INPS: la quota arriva insieme a quella INPSCome la quota INPS
CNPADC, con anzianità anche prima del 200468 anni con 33 anni di anzianità complessiva, oppure 70 anni con 25: la Cassa applica i requisiti più elevati tra quelli delle gestioni coinvolte (articolo 37-bis del Regolamento unitario)1° giorno del mese successivo ai requisiti o, su richiesta, alla domanda
CNPRI requisiti più elevati tra quelli delle gestioni coinvolte: di norma quelli di vecchiaia della Cassa, cioè 68 anni e gli anni di contribuzione previsti per l'anno di nascita (40 per i nati dal 1963)1° giorno del mese successivo ai requisiti o alla domanda, se successiva

Esempio. Dottore commercialista nato a marzo 1959, con 8 anni da dipendente prima dell'Albo e iscritto alla CNPADC dal 1995: a inizio 2026 ha 39 anni di contribuzione complessiva.

A marzo 2026 compie 67 anni: dal 1° aprile 2026 riceve la quota INPS.

A marzo 2027 compie 68 anni con più di 33 anni complessivi: dal 1° aprile 2027 si aggiunge la quota CNPADC. Fino ad allora per la Cassa non è pensionato e, se continua a esercitare, versa i contributi ordinari.

Anticipata in cumulo: tutte le quote insieme

Nell'anticipata non c'è formazione progressiva. Con 42 anni e 10 mesi di contribuzione complessiva per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne nel 2026, a qualsiasi età, tutte le quote partono insieme trascorsi tre mesi dalla maturazione del requisito; se la domanda arriva dopo, dal 1° giorno del mese successivo alla domanda. Servono anche gli eventuali requisiti ulteriori dei singoli ordinamenti (circolare n. 140 del 2017, paragrafo 1.2): chi lavora come dipendente deve cessare il rapporto. La cancellazione dall'Albo non serve: né la CNPADC né la CNPR la prevedono per l'anticipata.

Come calcolano la loro quota le due casse:

  • CNPADC: metodo contributivo, senza integrazione al minimo, con gli anni fino al 2003 capitalizzati in base al PIL nominale. Se l'iscritto ha i requisiti per una pensione autonoma presso la Cassa, la quota si calcola con il misto (articolo 37-bis del Regolamento unitario).
  • CNPR: la quota di vecchiaia è calcolata con il misto, quella di anticipata interamente con il contributivo. La quota della Cassa non si integra al minimo.

La totalizzazione

Anche la totalizzazione (decreto legislativo n. 42 del 2006) è gratuita e pagata dall'INPS, ma ha finestre più lunghe e un calcolo di norma contributivo. Le casse usano le proprie regole di calcolo solo sopra una soglia di anzianità: secondo la CNPADC la quota è calcolata con il misto se si hanno almeno 24 anni presso la Cassa; secondo la CNPR servono almeno 39 anni presso la Cassa, altrimenti la quota è contributiva. Qui trovi come funziona la totalizzazione nel 2026.

La ricongiunzione

La ricongiunzione (legge n. 45 del 1990) porta tutti i contributi in un'unica gestione, di norma a pagamento: l'onere è pari alla riserva matematica meno i contributi trasferiti. In CNPADC paga la riserva matematica solo chi ricongiunge periodi fino al 2003, che entrano nella quota reddituale; i periodi successivi confluiscono nel montante senza costi.

Recependo la Cassazione (sentenza n. 26039 del 2019), con la circolare n. 15 del 9 febbraio 2026 l'INPS ammette la ricongiunzione anche tra Gestione separata e casse professionali, in entrambe le direzioni e anche per le domande pendenti. Verso la Gestione separata l'onere si calcola con le regole dell'articolo 2, comma 5, del decreto legislativo n. 184 del 1997, e non si può ricongiungere da una cassa in cui si hanno periodi, anche in parte, anteriori al 1° aprile 1996.

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Se continui a lavorare dopo la pensione

In entrambe le casse la pensione di vecchiaia e quella anticipata sono compatibili con la prosecuzione della professione. Si resta iscritti, si continua a versare e i nuovi contributi producono supplementi, con regole diverse.

VoceCNPADCCNPR
ContributiSoggettivo dal 12% al 100% senza minimo, integrativo 4% senza minimo, maternitàMinimo soggettivo al 50% (nessun minimo senza reddito professionale), aliquota facoltativa del 7,5% nel 2026, supplementare allo 0,38%, integrativo 4% senza minimo
SupplementoOgni cinque anni di ulteriore contribuzione, dal 1° gennaio dell'anno successivo al quinquennioOgni due anni dalla decorrenza della pensione o del supplemento precedente
CalcoloCon le regole dell'articolo 26 del RegolamentoContributivo, sul montante non ancora utilizzato
DomandaNessuna: d'ufficio per i supplementi con decorrenza dal 1° gennaio 2022Nessuna: d'ufficio

Nella CNPADC il supplemento spetta anche a chi è in pensione in cumulo o in totalizzazione. Chi si cancella prima di completare il primo quinquennio, entro il 31 dicembre del terzo anno successivo alla decorrenza della pensione o alla ripresa dell'attività, può chiedere la restituzione del soggettivo non utilizzato; dopo quella data spetta invece un supplemento per la frazione di quinquennio. Nella CNPR il pensionato di invalidità non trasformata ottiene il supplemento a domanda, dopo la cancellazione dall'Albo e dalla Cassa e compiuti 68 anni.

Cosa sta cambiando

  • CNPR, aliquote dal 2027: il minimo sale al 16%, poi al 17% nel 2028 e al 18% dal 2029, con un massimo del 40%.
  • CNPR, anticipata: l'età è agganciata alla speranza di vita e dal 2027 supera i 63 anni e 9 mesi del 2026. Di quanto, va verificato con la Cassa.
  • Requisiti INPS dal 2027: un mese in più nel 2027 e tre mesi in più dal 2028 per cumulo e totalizzazione. Restano fermi i requisiti propri della CNPADC e la vecchiaia CNPR.

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Domande frequenti

Sono commercialista: a quale cassa sono iscritto?

Dipende dal titolo. I dottori commercialisti della sezione A dell'Albo sono iscritti alla CNPADC. I ragionieri commercialisti, che provengono dall'Albo dei ragionieri, e gli esperti contabili della sezione B sono iscritti alla CNPR.

Mi sono iscritto alla CNPADC dopo il 2004: quando vado in pensione?

Se tutta la tua anzianità è successiva al 1° gennaio 2004 accedi alla pensione unica contributiva, con 62 anni di età e 5 anni di anzianità. La pensione decorre dal mese successivo alla domanda ed è calcolata con il metodo contributivo.

Con la CNPADC posso andare in pensione prima dei 68 anni?

Sì. Con anzianità prima del 2004 la vecchiaia anticipata spetta a 61 anni con 38 anni di anzianità, oppure con 40 anni a qualsiasi età, e parte dopo una finestra di sei-nove mesi; con un'invalidità permanente di almeno il 50% bastano 58 anni e 35 anni, ma serve la cancellazione dall'Albo. Con anzianità solo dal 2004 c'è la pensione unica contributiva a 62 anni con 5 anni.

Quanto si versa alla CNPADC nel 2026?

Il soggettivo va dal 12% al 100% del reddito professionale netto dell'anno precedente, a scelta, fino a 209.300 euro, con un minimo di 3.180 euro. L'integrativo è il 4% del volume d'affari, con minimo di 954 euro. C'è poi il contributo di maternità.

Quando vado in pensione con la CNPR?

La vecchiaia richiede 68 anni e 40 anni di contribuzione per i nati dal 1963, requisiti ridotti per i nati prima. L'anticipata richiede 20 anni e, nel 2026, 63 anni e 9 mesi, un'età che dal 2027 sale con la speranza di vita. È calcolata interamente con il contributivo: va confrontata con la vecchiaia prima di decidere.

Devo cancellarmi dall'Albo per prendere la pensione?

No, per la vecchiaia e per l'anticipata ordinaria in entrambe le casse, e neppure in cumulo. La cancellazione serve solo in casi particolari: per l'anticipata CNPADC con il canale dell'invalidità e, nella CNPR, per l'inabilità e la pensione supplementare.

Ho contributi INPS da dipendente e anni in Cassa: cosa posso fare?

Puoi sommarli gratuitamente con il cumulo o con la totalizzazione, oppure portarli tutti in un'unica gestione con la ricongiunzione, di norma a pagamento. Nella vecchiaia in cumulo la quota INPS arriva a 67 anni e quella della cassa quando raggiungi anche i suoi requisiti: per la CNPADC, con anzianità prima del 2004, 68 anni con 33 anni complessivi o 70 con 25. Nel 2026 l'anticipata in cumulo, con tutte le quote insieme, richiede 42 anni e 10 mesi agli uomini e 41 anni e 10 mesi alle donne, più tre mesi di finestra. La scelta dipende da età, anni di contributi e importi: va fatta sui numeri.

Continuo a lavorare dopo la pensione: cosa ottengo?

Resti iscritto e continui a versare: nella CNPADC scegli l'aliquota dal 12% al 100% senza minimi, nella CNPR hai minimi e aliquote ridotti. In cambio maturi supplementi di pensione: nella CNPADC ogni cinque anni di ulteriore contribuzione, nella CNPR ogni due anni. In entrambe le casse sono liquidati d'ufficio.

Cosa cambia dal 2027?

Alla CNPR l'aliquota soggettiva minima sale al 16% nel 2027, al 17% nel 2028 e al 18% dal 2029, e l'età dell'anticipata, legata alla speranza di vita, supera i 63 anni e 9 mesi. Per cumulo e totalizzazione i requisiti INPS aumentano di un mese nel 2027 e di tre mesi dal 2028. I requisiti propri della CNPADC e la vecchiaia CNPR non cambiano.

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2027

Tutto quello che cambia, prima che cambi. Requisiti, Legge di Bilancio, uscite anticipate, cumulo e isopensione.

Martedì 15 dicembre, ore 11.00 Online, slide in PDF al termine
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