15 Gennaio 2026

La disoccupazione NASpI “abbassa” la pensione?

Quando un lavoratore accede alla disoccupazione NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego), sorge spesso il dubbio se il periodo di disoccupazione coperto dai contributi figurativi possa ridurre l'importo della futura pensione. In questa guida, cercheremo di comprendere meglio come i contributi figurativi influenzano il calcolo della pensione e se effettivamente c'è un impatto negativo sul suo ammontare.

Nel sistema previdenziale italiano è possibile individuare cinque tipologie di contribuzione:

La disoccupazione NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) introdotta con il D.Lgs. n. 22/2015 per gli eventi di disoccupazione avvenuti dal 1° maggio 2015 in poi, permette al beneficiario della stessa, di vedersi riconosciuta, durante il periodo di godimento della prestazione, la contribuzione figurativa utile sia al diritto che alla misura della pensione.

Attenzione

I contributi figurativi sono una tipologia di contribuzione che viene accreditata nell’estratto conto contributivo del lavoratore, senza alcun onere a carico del soggetto ed a copertura di alcuni periodi (tassativamente previsti dalla legge), durante i quali il lavoratore non ha prestato attività lavorativa oppure ha percepito retribuzioni in misura ridotta. Questi periodi, pur essendo privi di contribuzione obbligatoria o versata ad altro titolo, in linea generale il valore retributivo da attribuire varia in base alla natura della tipologia per cui viene accreditata la contribuzione figurativa (es. disoccupazione, maternità, malattia, ecc.).

Disoccupazione NASpI e pensione

La Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego è una prestazione economica di durata massima pari a 2 anni, che viene erogata mensilmente per coloro che perdono involontariamente un lavoro. Durante tutto il periodo in cui si percepisce l’indennità è prevista la copertura contributiva figurativa utile sia per il diritto che per la misura della pensione.

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Disoccupazione NASpI e pensione

Durante tutto il periodo in cui si percepisce l’indennità è prevista la copertura contributiva figurativa utile sia per il diritto che per la misura della pensione.

Utilizzo della contribuzione figurativa ai fini del diritto alla pensione

Ai fini del raggiungimento del requisito contributivo per la pensione anticipata ordinaria, anticipata precoci, quota 103, opzione donna, ecc., per vedersi riconosciuta la contribuzione figurativa da disoccupazione ai fini del diritto, è necessario raggiungere i 35 anni di contributi da lavoro effettivo. Infatti, se non si raggiungono i 35 anni da lavoro effettivo, la disoccupazione viene conteggiata solo per l’accesso alla pensione di vecchiaia, non potendo conteggiare tali periodi per il raggiungimento del requisito contributivo.

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Utilizzo della contribuzione figurativa ai fini della misura della pensione

Ai sensi dell’art. 12 del Dlgs 22/2015, la contribuzione figurativa, è utile ai fini della misura entro un limite di retribuzione  pari  a 1,4 volte l’importo massimo mensile della NASpI (per l’anno 2026 pari ad € 2.218,58). Se le retribuzioni computate vanno ad abbassare la quota di retribuzione pensionabile ai fini della quota retributiva della pensione, tale contribuzione verrà sempre considerata utile ai fini del diritto, ma non sarà presa in considerazione per la determinazione della pensione qualora siano di importo inferiore alla retribuzione media pensionabile ottenuta non considerando tali retribuzioni.