2 Novembre 2026

Cessione del quinto della pensione: tutte le regole INPS nella circolare 109/2026

Con la circolare n. 109 del 2 novembre 2026 l’INPS riepiloga in un unico documento le regole sulla cessione del quinto della pensione. Ci sono quali pensioni si possono cedere e quanto, cosa controllare prima di firmare, rinnovi, estinzione anticipata e cosa fare se trovi sul cedolino un prestito che non riconosci. In più, cosa succede a chi va in pensione con una cessione dello stipendio ancora in corso.

In breve

  • Con la circolare n. 109 del 2 novembre 2026 l’INPS riepiloga in un unico documento le regole sulla cessione fino a un quinto della pensione e sulla traslazione sulla pensione della cessione del quinto dello stipendio.
  • La cessione è un prestito concesso da una banca o da un intermediario finanziario e rimborsato fino a dieci anni con una trattenuta mensile che l’INPS opera sulla pensione.
  • Si può cedere al massimo un quinto della pensione netta, lasciando sempre al pensionato almeno il trattamento minimo. Le prestazioni assistenziali non sono cedibili; le pensioni integrate al minimo hanno di regola quota cedibile pari a zero.
  • Chi va in pensione con una cessione dello stipendio in corso se la ritrova di diritto sulla pensione, se questa è cedibile e capiente.
  • L’INPS è solo il “terzo debitore ceduto”: trattiene e versa, ma resta estraneo al contratto. Le contestazioni vanno rivolte alla società; solo una denuncia o querela consente all’INPS di sospendere in via cautelare i versamenti.

La cessione del quinto è il prestito più diffuso tra i pensionati: la rata non si paga, la trattiene direttamente l’INPS sul cedolino. Proprio per questo molti la vivono come un rapporto con l’INPS, mentre il contratto è con la banca o la finanziaria e l’Istituto si limita a eseguirlo.

Con la circolare n. 109 del 2 novembre 2026 l’INPS mette in fila tutte le regole: quali pensioni si possono cedere, quanto, come si arriva alla prima trattenuta, cosa succede con un rinnovo, un’estinzione anticipata, un contratto contestato o il decesso del pensionato. La circolare tiene conto anche del nuovo regolamento e della nuova convenzione con banche e finanziarie, approvati dal Consiglio di amministrazione dell’INPS con la delibera n. 55 del 29 aprile 2026. Ecco cosa serve sapere, prima di firmare e dopo.

Come funziona la cessione del quinto della pensione

Nel rapporto ci sono tre soggetti:

  • il pensionato, che riceve il prestito e cede una quota della pensione;
  • la banca o l’intermediario finanziario, che concede il finanziamento, valuta il merito creditizio, fissa le condizioni economiche e acquisisce la copertura assicurativa;
  • l’INPS, che trattiene ogni mese la rata sulla pensione e la versa alla società, nei limiti della pensione disponibile e per la durata del piano di ammortamento.

La durata del finanziamento va da uno a dieci anni. La comunicazione di cedibilità, la validazione del piano e la lettera di benestare dell’INPS attestano solo l’esito delle verifiche di competenza dell’Istituto: non sono un’approvazione del contratto né una garanzia che il debito sarà interamente rimborsato.

Quali pensioni si possono cedere

Si possono cedere le prestazioni di natura previdenziale; restano escluse quelle di natura assistenziale o di accompagnamento.

CedibiliNon cedibili
Pensione di vecchiaiaAssegno e pensione sociale
Pensione anticipata o di anzianitàAssegno di invalidità civile
Pensione ai superstitiAssegno al nucleo familiare e assegno di sostegno al reddito
Assegno ordinario di invaliditàAPE sociale
Pensione di inabilitàIndennità per la cessazione dell’attività commerciale
Pensioni privilegiate ordinarie di natura previdenzialeIsopensione, assegno straordinario dei Fondi di solidarietà, indennità del contratto di espansione, pensione privilegiata tabellare

Contano la natura della prestazione e la sua capienza, non il modo in cui viene liquidata o pagata: sono cedibili anche le pensioni liquidate in via provvisoria, in totalizzazione o in cumulo, e quelle pagate all’estero.

Assegno ordinario di invalidità non ancora definitivo

Se l’AOI è soggetto a revisione, la comunicazione di cedibilità riporta la data prevista per la revisione. Il contratto può durare oltre quella data, ma se l’assegno non viene confermato l’INPS non può più trattenere le rate: il debito residuo resta da regolare direttamente con la società.

Quanto si può cedere

La rata massima, la quota cedibile, è pari a un quinto della pensione al netto dell’IRPEF e delle altre trattenute obbligatorie. In ogni caso, dopo tutte le trattenute e la rata, al pensionato deve restare almeno il trattamento minimo (611,85 euro al mese nel 2026).

  • Se il pensionato ha più pensioni, il calcolo si fa sull’importo complessivo dei trattamenti gestiti nello stesso ambito di calcolo; le pensioni delle gestioni confluite nell’INPS ancora gestite con sistemi propri hanno una comunicazione separata.
  • Entrano nel calcolo anche le maggiorazioni sociali e le altre somme aggiuntive soggette a verifica reddituale.
  • Le pensioni integrate al trattamento minimo hanno di regola quota cedibile pari a zero: è l'”incapienza permanente”. Se però spettano maggiorazioni sociali, queste entrano nel calcolo.
  • Se sulla pensione gravano già trattenute obbligatorie con priorità, la quota può essere azzerata per un periodo: è l'”incapienza temporanea”.

Un esempio semplificato

Con una pensione netta di 1.500 euro, un quinto vale 300 euro e dopo la rata restano 1.200 euro, sopra il minimo: la quota cedibile è 300 euro. Con una pensione netta di 700 euro, invece, un quinto varrebbe 140 euro, ma lascerebbe al pensionato 560 euro, meno del minimo: la quota scende a 88,15 euro, cioè quanto serve a salvaguardare i 611,85 euro. Il calcolo esatto lo fa l’INPS nella comunicazione di cedibilità.

Prima di firmare

La comunicazione di cedibilità

È il documento con cui l’INPS attesta l’importo massimo della rata. Si chiede alla sede INPS competente con il modulo AP107; se ci si rivolge a una società convenzionata, la si può chiedere direttamente a lei, dando il consenso al trattamento dei dati. Deve chiederla il pensionato personalmente; un terzo può farlo solo con procura notarile o se è il rappresentante legale (tutore, amministratore di sostegno) nominato dall’autorità competente. Una delega ordinaria non basta.

Società accreditate e convenzionate

Possono concedere la cessione solo le banche e gli intermediari finanziari autorizzati (per questi ultimi, iscritti all’albo dell’art. 106 del Testo unico bancario), accreditati presso l’INPS. Le società possono operare in due regimi:

  • accreditate: applicano le proprie condizioni nel rispetto della normativa vigente e comunque entro il tasso soglia antiusura;
  • convenzionate: aderiscono alla convenzione INPS, che fissa limiti massimi di TAEG, aggiornati ogni trimestre, inferiori al tasso soglia, salvo che per i pensionati con più di 79 anni, per i quali i limiti coincidono con la soglia (i limiti variano in base all’età alla scadenza del piano). Prima della firma devono anche verificare con l’INPS che l’IBAN indicato sia quello su cui viene pagata la pensione.

Cosa deve contenere il contratto

  • l’importo del finanziamento, entro il limite della quota cedibile;
  • una durata da uno a dieci anni;
  • una rata non superiore alla quota cedibile indicata nella comunicazione;
  • costi indicati in modo chiaro e completo;
  • una copertura assicurativa obbligatoria contro il rischio di premorienza.

Sulla stessa pensione può esserci una sola cessione alla volta (art. 39 del D.P.R. n. 180/1950).

Dalla firma alla prima trattenuta

  1. Notifica all’INPS La società notifica il contratto: via PEC alla sede competente se è accreditata, in via telematica se è convenzionata.
  2. Istruttoria La sede INPS verifica requisiti, priorità, eventuali pignoramenti o prestiti già in corso, e conclude di norma entro trenta giorni dalla notifica.
  3. Benestare Se è tutto in regola, l’INPS valida il piano e rilascia la lettera di benestare, consultabile nell’area MyINPS, sezione “Cedolino”.
  4. Decorrenza Il contratto produce effetti dal primo giorno del mese successivo alla notifica, ma le trattenute possono partire più tardi, entro il terzo mese dalla notifica.
  5. Rate arretrate Nel primo contratto, le rate maturate tra la decorrenza e l’inizio effettivo delle trattenute vengono recuperate con una trattenuta aggiuntiva che, sommata alla rata ordinaria, può arrivare fino a due quinti della pensione, se c’è capienza.

Rinnovo: quando si può rinegoziare

Una cessione in corso si può rinnovare solo dopo che sono trascorsi due quinti della durata originaria: due anni per una cessione di cinque anni, quattro anni per una di dieci. Fa eccezione il passaggio da una cessione quinquennale alla prima cessione decennale, ammesso anche prima, purché la precedente venga estinta.

Il rinnovo può essere fatto con la stessa società o con una diversa. In questo secondo caso la società che per prima notifica il contratto all’INPS ottiene la priorità, e il nuovo piano parte solo dopo il pagamento del debito residuo del vecchio finanziamento. Dal messaggio n. 1794 del 28 maggio 2026, nei rinnovi il nuovo piano parte dal primo rateo utile e non genera rate arretrate. Per chi ha una cessione dello stipendio traslata sulla pensione, il limite dei due quinti non si applica.

Se la cessione precedente è stata estinta in anticipo, per contrarne una nuova deve essere trascorso almeno un anno dall’estinzione (art. 39, primo comma, D.P.R. n. 180/1950): la verifica spetta alla società, non all’INPS.

Quando la trattenuta cambia

La rata trattenuta può diminuire o azzerarsi se la pensione scende o se arrivano trattenute con priorità, come un pignoramento. L’INPS non ne risponde e non manda comunicazioni personali: la variazione si vede solo nel cedolino, consultabile nell’area MyINPS.

Se il contratto lo prevede e il pensionato lo ha accettato, con l’assenso della compagnia assicurativa e l’estensione della copertura premorienza per tutto il periodo, le rate rimaste non pagate possono essere recuperate dopo la scadenza naturale con l’accodamento, per non più di 18 mesi e con una rata non superiore a quella pattuita. Per tutto quel periodo la società non può avviare né proseguire azioni di recupero, giudiziali o stragiudiziali, su quelle rate; l’eventuale residuo non recuperato dopo i 18 mesi resta da regolare con la società.

Estinzione anticipata

Il pensionato può rimborsare il prestito in anticipo, in tutto o in parte, con una riduzione del costo totale del credito (art. 125-sexies del Testo unico bancario). L’estinzione totale va pagata alla società, che deve comunicarla all’INPS per far cessare le trattenute. In caso di estinzione parziale il piano viene rimodulato, con una rata più bassa, una scadenza anticipata o entrambe.

Trattenute dopo l’estinzione

Per i tempi tecnici dei pagamenti, sul cedolino può comparire ancora qualche trattenuta dopo l’estinzione. Le somme non dovute le restituisce direttamente la società al pensionato, non l’INPS.

Se il prestito non lo riconosci

Una contestazione inviata all’INPS, una diffida o una dichiarazione non bastano a fermare le trattenute: le contestazioni sul contratto vanno rivolte alla società e, se serve, alle autorità competenti. L’INPS può sospendere in via cautelare il versamento delle rate alla società solo se il pensionato documenta di aver presentato una denuncia o una querela all’Autorità giudiziaria o alle forze dell’ordine, per fatti come la firma non riconosciuta, il furto d’identità, condotte fraudolente, tassi usurari o un finanziamento mai erogato.

Anche in quel caso la trattenuta sulla pensione continua: le somme vengono accantonate dall’INPS e non vanno a nessuno finché la vicenda non è definita da un accordo tra le parti, da un provvedimento dell’autorità o da un altro titolo idoneo. Intanto l’INPS chiede alla società di verificare se ci sono i presupposti per interrompere il piano; se la risposta è negativa, il pensionato può rivolgersi al giudice, anche con un ricorso d’urgenza. Per tutta la durata della sospensione il codice fiscale del pensionato è bloccato: non si può ottenere una nuova comunicazione di cedibilità né notificare nuovi contratti.

Chi va in pensione con una cessione dello stipendio

È il punto che interessa di più chi sta per lasciare il lavoro. Se alla cessazione del rapporto c’è ancora una cessione del quinto dello stipendio in corso, la cessione si estende di diritto sulla pensione (art. 43 del D.P.R. n. 180/1950): le rate non ancora pagate vengono trattenute dall’INPS sulla pensione e versate alla società titolare del credito. Serve però che la pensione sia cedibile e abbia capienza.

Non passano invece sulla pensione:

  • i prestiti con delegazione di pagamento sullo stipendio, che l’INPS non può recuperare sulla pensione senza una norma o un accordo specifici;
  • i crediti per i quali è subentrata la compagnia assicurativa dopo aver indennizzato la perdita del lavoro per una causa diversa dal pensionamento.

Decesso, sospensione della pensione e sovraindebitamento

  • Decesso: la rata del mese del decesso è trattenuta regolarmente; quelle dei mesi successivi l’INPS le recupera dalla società. La società attiva la copertura assicurativa obbligatoria per il rischio di premorienza; i rapporti tra società, compagnia ed eredi restano estranei all’INPS, che non risponde dell’eventuale debito residuo.
  • Eliminazione della pensione per altre cause, come nuove nozze del titolare di pensione ai superstiti o venir meno dell’invalidità: cessano le trattenute e l’eventuale debito resta da regolare con la società.
  • Crisi da sovraindebitamento: la sola apertura della procedura non ferma le trattenute. Serve un provvedimento dell’Autorità giudiziaria o degli organi della procedura che lo disponga. Una volta chiuso, il piano di ammortamento non si riapre, salvo il caso eccezionale di revoca dell’omologazione del piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore, se la procedura non ha avuto alcuna esecuzione e il piano originario non è ancora scaduto.

Cosa fare prima di firmare

  1. Chiedi la comunicazione di cedibilità Così conosci la rata massima prima di parlare con la società.
  2. Confronta più offerte, anche di società convenzionate Guarda il TAEG e il costo totale, non solo la rata.
  3. Controlla durata, rata e assicurazione Tra uno e dieci anni, rata entro la quota cedibile, copertura premorienza inclusa.
  4. Se stai per andare in pensione con una cessione dello stipendio Mettila in conto: la rata passerà sulla pensione, se cedibile e capiente.
  5. Tieni d’occhio il cedolino È lì, nell’area MyINPS, che trovi benestare, trattenute e ogni variazione.

Stai per andare in pensione?

Con il Check-up Pensione verifichiamo data di uscita e importo netto della pensione, così sai prima quanto resterà disponibile anche con una cessione o altre trattenute in corso.

Scopri il Check-up Pensione

Webinar live

Pensioni 2027. Tutto quello che cambia, prima che cambi.

Requisiti, Legge di Bilancio, uscite anticipate, cumulo e isopensione: il 15 dicembre, in diretta, tutto quello che cambia dal 1° gennaio e cosa fare prima. Con casi veri e le domande dal vivo.

Martedì15 dicembre 2026ore 11.00-13.00, online

Prenota il posto

Slide in PDF al termine. Posti limitati.

Domande frequenti

Quanto posso cedere della mia pensione?

Al massimo un quinto della pensione netta, cioè al netto dell’IRPEF e delle altre trattenute obbligatorie, e sempre lasciando almeno il trattamento minimo (611,85 euro al mese nel 2026). L’importo esatto lo indica l’INPS nella comunicazione di cedibilità.

La pensione integrata al minimo si può cedere?

Di regola no: per le pensioni integrate al trattamento minimo la quota cedibile è pari a zero. Se però spettano maggiorazioni sociali, queste entrano nel calcolo: la quota esatta la indica la comunicazione di cedibilità.

Posso cedere l’assegno sociale o l’APE sociale?

No. Le prestazioni assistenziali e di accompagnamento alla pensione, come assegno sociale, assegno di invalidità civile, APE sociale, isopensione e assegno straordinario dei Fondi di solidarietà, sono escluse.

Per quanti anni si può fare la cessione del quinto della pensione?

Da un minimo di un anno a un massimo di dieci anni.

Posso avere due cessioni del quinto sulla stessa pensione?

No. È ammessa una sola cessione alla volta. Si può però rinnovare quella in corso, dopo che sono trascorsi due quinti della durata originaria. Se la cessione precedente è stata estinta in anticipo, per contrarne una nuova deve essere trascorso almeno un anno dall’estinzione.

Ho una cessione del quinto dello stipendio e vado in pensione: cosa succede?

La cessione passa di diritto sulla pensione, se questa è cedibile e capiente: l’INPS trattiene le rate residue e le versa alla società. I prestiti con delegazione di pagamento, invece, non passano sulla pensione.

Ho trovato sul cedolino una cessione che non ho mai firmato: cosa faccio?

Presenta una denuncia o una querela e consegnane copia all’INPS. Solo così l’Istituto può sospendere in via cautelare il versamento delle rate alla società; la trattenuta continua, ma le somme vengono accantonate fino alla definizione della vicenda. Una semplice contestazione scritta non basta.

Ho estinto il prestito ma la trattenuta c’è ancora: chi mi rimborsa?

La società finanziaria, che deve restituire direttamente al pensionato le rate incassate dopo l’estinzione.

Iscriviti e ricevi subito la guida «Hai perso i contributi?»

Newsletter

Le regole cambiano.
Fatti trovare pronto.

Ogni settimana raccontiamo cosa è cambiato davvero su pensioni e previdenza, gratis e spiegato in modo che si capisca.

Iscriviti e ricevi subito la guida «Hai perso i contributi?»

ARTICOLI PIù RECENTI

Quando andrai
in pensione?

Scopri la tua data di uscita in 30 secondi. Inserisci i tuoi dati, al resto pensiamo noi.

Risultato in 30 secondi 100% gratuito Tutte le gestioni INPS
Calcola la tua data

Webinar live

Pensioni
2027

Tutto quello che cambia, prima che cambi. Requisiti, Legge di Bilancio, uscite anticipate, cumulo e isopensione.

Martedì 15 dicembre, ore 11.00 Online, slide in PDF al termine
Prenota il posto