1 Novembre 2026

Manovra 2027 e pensioni: cosa cambia davvero, articolo per articolo

La legge di bilancio 2027 è arrivata in Parlamento. Contiene la rivalutazione a sei fasce per gli assegni sopra 4 volte il minimo, la proroga dell’APE sociale a 63 anni e 6 mesi, un fondo da 850 milioni ancora senza regole, il bonus per chi rinvia l’uscita e il TFS più rapido per gli statali. Ecco cosa c’è, cosa manca e cosa conviene fare adesso.

In breve

  • Il testo c'è, ma non è ancora legge. Il disegno di legge di bilancio 2027 è stato bollinato dalla Ragioneria generale dello Stato il 30 ottobre 2026 e ora passa al Parlamento, che deve approvarlo entro il 31 dicembre. Fino ad allora ogni misura può cambiare.
  • Rivalutazione 2027 a sei fasce (art. 55): piena solo fino a 4 volte il trattamento minimo, poi via via ridotta fino al 32% sopra 10 volte il minimo, applicata sull'intero importo della pensione.
  • APE sociale prorogata a tutto il 2027 (art. 51): l'età sale a 63 anni e 6 mesi.
  • Fondo da 850 milioni l'anno per le uscite flessibili (art. 52): ci sono i soldi, non ancora le regole. Nessuna pensione a 64 anni per tutti, per ora.
  • Bonus per chi rinvia la pensione (art. 54): esteso a chi matura l'anticipata ordinaria entro il 31 dicembre 2027.
  • TFS degli statali più veloce (art. 50): per chi esce per limiti di età l'attesa scende a 6 mesi dal 2028, 3 mesi dal 2029 e si azzera dal 2030.
  • Lavoro e fisco: IRPEF al 33% fino a 55.000 euro per il 2027, flat tax all'1% sugli aumenti dei giovani, fringe benefit fino a 1.000 o 2.000 euro, bonus da 100 euro al mese per le lavoratrici madri.

Dopo settimane di indiscrezioni, la manovra per il 2027 ha finalmente un testo. Il Consiglio dei ministri l'ha approvata il 28 ottobre, la Ragioneria generale dello Stato l'ha bollinata il 30 ottobre e il Presidente della Repubblica ne ha autorizzato la presentazione alle Camere: 157 articoli, di cui una manciata riguarda direttamente le pensioni. Il testo integrale del disegno di legge è consultabile qui.

Il quadro che ne esce è chiaro. La manovra non riscrive le regole di accesso alla pensione: proroga quello che c'era, mette da parte risorse per interventi futuri, interviene sugli aumenti di chi la pensione ce l'ha già e accorcia i tempi della buonuscita per i dipendenti pubblici. Vediamo articolo per articolo cosa prevede, cosa manca e cosa conviene fare adesso.

Prima di tutto: cosa cambia comunque dal 1° gennaio 2027

Una parte delle novità del 2027 non dipende da questa manovra, perché è già legge. Conviene tenerla separata, perché vale qualunque cosa decida il Parlamento.

Già in vigore, manovra o non manovra

  • Requisiti più alti di un mese per effetto dell'adeguamento alla speranza di vita previsto dalla legge di bilancio 2026 (L. 199/2025) e recepito dall'INPS con la circolare n. 28/2026: vecchiaia a 67 anni e 1 mese con 20 anni di contributi, anticipata ordinaria con 42 anni e 11 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 11 mesi per le donne, più la finestra di 3 mesi.
  • Nuovi coefficienti di trasformazione per le pensioni con decorrenza nel biennio 2027-2028, fissati dal decreto direttoriale del 16 ottobre 2026: a parità di età la quota contributiva dell'assegno scende, a 67 anni di circa l'1,7%. Qui quanto si perde, età per età.
  • Quota 103 e Opzione donna restano chiuse. Non sono state prorogate dalla legge di bilancio 2026 e non tornano con questa manovra: può ancora usarle solo chi ha maturato i requisiti entro le rispettive scadenze (31 dicembre 2025 per Quota 103, 31 dicembre 2024 per Opzione donna).

Per il quadro completo dei requisiti in vigore dal 1° gennaio c'è la nostra guida Pensioni 2027: cosa è già legge e cosa è solo una proposta. Da qui in avanti parliamo solo di quello che aggiunge la manovra.

Rivalutazione 2027: si torna alle fasce (art. 55)

È la misura che pesa di più, e riguarda chi la pensione la riceve già. Ogni anno gli assegni vengono adeguati all'inflazione: è la cosiddetta perequazione automatica. Con le regole ordinarie, quelle applicate nel 2025 e nel 2026, l'adeguamento funziona per scaglioni: 100% dell'inflazione sulla parte di pensione fino a 4 volte il trattamento minimo, 90% sulla parte tra 4 e 5 volte, 75% sulla parte oltre 5 volte.

Per il solo 2027 l'articolo 55 sostituisce questo meccanismo con sei fasce, come già accaduto nel 2023. La differenza non è di dettaglio: la percentuale della fascia in cui cade la pensione si applica sull'intero importo, non solo sulla parte che supera la soglia. E la fascia si individua sommando tutti i trattamenti pensionistici della stessa persona.

Importo complessivo
della pensione
Soglia mensile lorda
(minimo 2026: 611,85 euro)
Rivalutazione
riconosciuta
Fino a 4 volte il minimofino a 2.447,40 euro100%
Oltre 4 e fino a 5 voltefino a 3.059,25 euro85%
Oltre 5 e fino a 6 voltefino a 3.671,10 euro53%
Oltre 6 e fino a 8 voltefino a 4.894,80 euro47%
Oltre 8 e fino a 10 voltefino a 6.118,50 euro37%
Oltre 10 volteoltre 6.118,50 euro32%

Chi ha una pensione complessiva fino a circa 2.447 euro lordi al mese non perde nulla: per lui la rivalutazione resta piena, esattamente come con le regole ordinarie. La stretta comincia sopra quella soglia e cresce con l'importo.

Quanto vale la differenza, in euro

Il tasso di rivalutazione per il 2027 non è scritto nella legge: lo fisserà il decreto del Ministero dell'Economia e del Ministero del Lavoro atteso a fine novembre, sulla base dell'inflazione 2026. Per dare un ordine di grandezza, ecco cosa succede ipotizzando un tasso del 2,8%.

Pensione lorda mensileAumento con le regole ordinarieAumento con l'art. 55Minore aumento annuo
2.00056,0056,000
2.80077,4166,64140
3.30089,0048,97520
4.000103,7052,64664
5.500135,2056,981.017
7.000166,7062,721.352

Importi in euro lordi. Il minore aumento annuo è calcolato su 13 mensilità.

Due cose da sapere. La prima: per le pensioni appena sopra una soglia la norma prevede una clausola di salvaguardia, per evitare che chi supera di pochi euro il limite finisca con una pensione rivalutata più bassa di chi sta esattamente sul limite. La seconda, meno evidente: la regola vale per il 2027, ma la perdita non si recupera. Gli aumenti degli anni successivi si calcolano sull'importo raggiunto, quindi il minore adeguamento di quest'anno si trascina per tutta la durata della pensione.

Chi va in pensione nel 2027

L'articolo 55 riguarda la rivalutazione di gennaio 2027, che si applica alle pensioni già in pagamento. Chi esce nel corso del 2027 non è toccato da questa norma: il suo primo adeguamento arriverà a gennaio 2028, con le regole che saranno in vigore allora. Per chi è vicino all'uscita contano di più requisiti, coefficienti e rivalutazione del montante, che per il 2027 è del 6,3359%.

APE sociale prorogata a tutto il 2027 (art. 51)

L'APE sociale, l'indennità ponte che accompagna alla pensione di vecchiaia alcune categorie di lavoratori in difficoltà, viene prorogata fino al 31 dicembre 2027. Con una novità: l'età minima sale da 63 anni e 5 mesi a 63 anni e 6 mesi.

Per il resto l'impianto della legge n. 232/2016 non cambia. Possono accedere, con almeno 30 anni di contributi:

  • i disoccupati che hanno esaurito la NASpI;
  • chi assiste da almeno sei mesi un familiare convivente con handicap grave;
  • gli invalidi civili con riduzione della capacità lavorativa pari o superiore al 74%.

Per chi svolge da tempo un'attività gravosa servono invece 36 anni di contributi, 32 per operai edili e ceramisti. Le lavoratrici madri hanno uno sconto di 12 mesi per figlio, fino a un massimo di due anni.

L'indennità è pari alla pensione maturata al momento dell'accesso, con un tetto di 1.500 euro lordi al mese, per 12 mensilità e senza rivalutazione. Si percepisce fino alla pensione di vecchiaia e non è cumulabile con redditi da lavoro, salvo il lavoro autonomo occasionale entro 5.000 euro lordi l'anno.

La procedura resta in due tempi: prima la domanda di riconoscimento delle condizioni di accesso, poi quella di APE sociale vera e propria. Chi compie 63 anni e 6 mesi nel 2027 deve muoversi presto, perché la prima scadenza ordinaria per la certificazione è il 31 marzo. Per una stima dell'importo c'è il calcolo dell'APE sociale.

Un fondo da 850 milioni, ma senza regole (art. 52)

È la misura più annunciata e, per ora, la più vuota. L'articolo 52 istituisce un fondo per il supporto in uscita dal mercato del lavoro con 850 milioni di euro per ciascuno degli anni 2027, 2028 e 2029. Ma non dice chi potrà uscire, a quale età, con quanti contributi e con quale calcolo dell'assegno: tutto è rinviato a un successivo provvedimento legislativo.

In pratica, la pensione a 64 anni per tutti di cui si parla da mesi nel testo non c'è. Oggi a 64 anni può uscire solo chi ha il primo contributo dal 1° gennaio 1996, con la pensione anticipata contributiva: almeno 20 anni di contributi e un assegno non inferiore a una soglia minima, con l'età che dal 2027 sale anch'essa di un mese. Qui chi può già usarla.

Il consiglio è semplice: finché la legge che dovrà dare contenuto al fondo non sarà scritta, nessuna decisione sulla propria uscita va presa contando su di essa.

Il bonus per chi rinvia la pensione (art. 54)

Viene esteso di un altro anno l'incentivo al posticipo del pensionamento, noto come bonus Maroni o bonus Giorgetti. Possono usarlo i lavoratori dipendenti che maturano entro il 31 dicembre 2027 i requisiti per la pensione anticipata ordinaria e decidono di continuare a lavorare.

Il meccanismo è questo: il lavoratore rinuncia all'accredito della propria quota di contributi pensionistici (nel Fondo pensioni lavoratori dipendenti, il 9,19% della retribuzione imponibile) e il datore di lavoro, invece di versarla all'INPS, gliela paga in busta. Dal 2025 queste somme non concorrono a formare il reddito, quindi arrivano senza tasse.

Il rovescio della medaglia

I contributi a cui si rinuncia non vengono accreditati, quindi non entrano nel calcolo della pensione. Resta il versamento a carico del datore di lavoro, ma la quota contributiva dell'assegno cresce meno di quanto crescerebbe lavorando senza bonus. Prima di aderire conviene mettere a confronto quanto si incassa subito e quanto si perde ogni mese per tutta la vita da pensionato.

TFS dei dipendenti pubblici: pagamenti più rapidi (art. 50)

Per i dipendenti pubblici la novità riguarda la buonuscita. Oggi chi cessa per limiti di età riceve il TFS (o il TFR) non prima di 12 mesi dalla cessazione, termine che la legge di bilancio 2026 ha già ridotto a 9 mesi per chi matura i requisiti dal 2027. L'articolo 50 prosegue su questa strada:

Requisiti
maturati
Termine per il pagamento
(cessazione per limiti di età)
Fino al 202612 mesi
Nel 20279 mesi (già previsto dalla L. 199/2025)
Nel 20286 mesi
Nel 20293 mesi
Dal 2030alla cessazione

Cambia anche la rateizzazione. Oggi la prima rata non supera 50.000 euro lordi, e l'eccedenza arriva in una o due rate annuali successive. Per chi cessa per limiti di età la soglia sale di 10.000 euro l'anno in base all'anno di maturazione dei requisiti: 60.000 euro nel 2031, 70.000 nel 2032, 80.000 nel 2033 e 90.000 nel 2034. Dal 2035, sempre per le cessazioni per limiti di età, la rateizzazione scompare.

Dal testo non risultano invece modifiche per chi lascia il servizio prima, con la pensione anticipata o per dimissioni: per loro restano i termini più lunghi oggi previsti. Su questi tempi la Corte costituzionale ha più volte sollecitato il legislatore (sentenze n. 159/2019 e n. 130/2023), e la questione resta aperta. Per stimare l'importo c'è il calcolo del TFS; per le regole attuali, causa per causa, la nostra guida su TFS e TFR dei dipendenti pubblici.

Le altre norme che toccano la previdenza

  • Carta da 300 euro per gli over 75 (art. 53). Spetta nel 2027 a chi ha compiuto 75 anni entro il 31 dicembre 2026 ed è titolare di uno o più trattamenti pensionistici, compresi pensione o assegno sociale e prestazioni di invalidità civile, per un importo complessivo 2025 non superiore a 28.000 euro annui. Serve per acquistare beni e prestazioni sanitarie, non è tassata e non conta ai fini ISEE. Le modalità le fisserà un decreto del Ministero del Lavoro entro 30 giorni dall'entrata in vigore della legge.
  • Prestazione universale per gli anziani non autosufficienti (art. 53). La sperimentazione prevista dal d.lgs. n. 29/2024 è prorogata al 31 dicembre 2027 e per il 2027 il limite ISEE per accedervi sale a 12.000 euro.
  • Fondo "Valore nuovi nati" (art. 58). Per ogni bambino nato dal 1° gennaio 2027 l'INPS apre entro tre mesi una posizione individuale in cui lo Stato versa 100 euro l'anno fino ai 18 anni. Genitori, parenti fino al terzo grado e affini fino al secondo possono aggiungere versamenti volontari, detraibili al 19% fino a 1.000 euro l'anno. Dai 18 anni, su richiesta del ragazzo, le somme possono passare a un fondo pensione. Le regole di dettaglio arriveranno con decreto.
  • Cassa Forense (art. 56). La Cassa dovrà rivalutare con l'indice ISTAT il tetto reddituale e gli scaglioni usati per le quote di pensione calcolate con le regole in vigore fino al 2007, e ricalcolare di conseguenza le pensioni nei limiti della prescrizione decennale, chiedendo la maggiore contribuzione dovuta senza sanzioni né interessi. Per le pensioni con decorrenza dal 2027 l'aliquota di rendimento base è fissata all'1,75%.
  • Giornalisti (art. 110). Rifinanziati dal 2027 al 2031 i pensionamenti anticipati dei giornalisti professionisti dipendenti di imprese editrici in stato di crisi.

Le novità per il lavoro e il fisco

Cosa cambia in busta paga e per chi assume

  • IRPEF (art. 9). Per il solo 2027 gli scaglioni sono tre: 23% fino a 28.000 euro, 33% da 28.000 a 55.000 euro, 43% oltre 55.000 euro.
  • Forfettari (art. 9). In via strutturale, ai soli fini delle imposte sui redditi la soglia di ricavi e compensi sale da 85.000 a 100.000 euro, e l'uscita immediata dal regime scatta oltre 115.000 euro; per l'IVA restano i limiti attuali. Per il 2027 il tetto dei redditi da lavoro dipendente compatibile con il regime è fissato a 35.000 euro (a regime sarebbe 30.000).
  • Aumenti da rinnovo contrattuale (art. 6). Gli incrementi pagati nel 2027 per rinnovi firmati tra il 2024 e il 2027 sono tassati con un'imposta sostitutiva del 5%, per i dipendenti privati con reddito di lavoro dipendente 2026 fino a 33.000 euro.
  • Notturno, festivo e turni (art. 7). Per il 2026 e il 2027 le maggiorazioni e le indennità sono tassate al 15% fino a 1.500 euro l'anno, per i dipendenti privati con reddito dell'anno precedente fino a 40.000 euro, esclusi i settori turistico, ricettivo e termale, che hanno una misura propria.
  • Flat tax giovani (art. 44). Nel 2027, per i dipendenti privati nati dal 1° gennaio 1998 con reddito di lavoro dipendente 2027 fino a 28.000 euro, l'aumento di reddito rispetto all'anno precedente è tassato all'1%, fino a 2.500 euro. Non si cumula con altre agevolazioni, tra cui l'imposta del 5% sui rinnovi contrattuali.
  • Fringe benefit (art. 45). Per il 2027 sono esenti fino a 1.000 euro, comprese le somme per bollette di acqua, luce e gas, affitto o interessi del mutuo sull'abitazione principale. Il limite sale a 2.000 euro per chi non ha compiuto 31 anni e per chi ha figli a carico.
  • Bonus lavoratrici madri (art. 57). Dal 2027, 100 euro al mese esenti da tasse e contributi alle madri dipendenti (escluso il lavoro domestico) e autonome con almeno due figli e reddito da lavoro fino a 40.000 euro: fino ai 10 anni del secondo figlio, o ai 18 del più piccolo se i figli sono tre o più. Lo paga l'INPS ogni trimestre, su domanda.
  • Congedo parentale (art. 59). I mesi indennizzati all'80%, oggi tre, diventano quattro, cinque per il secondo figlio e sei dal terzo, per chi termina il congedo di maternità o paternità dopo il 31 dicembre 2026.
  • Genitori autonomi (art. 60). Al posto del congedo parentale, un contributo fino a 500 euro al mese per tre mesi per baby-sitter e servizi educativi, nei limiti delle risorse stanziate.
  • Assunzioni (artt. 42 e 43). Prorogati a tutto il 2027 gli esoneri contributivi per le assunzioni a tempo indeterminato del d.l. n. 62/2026, con l'esonero dell'art. 4 dello stesso decreto esteso alle trasformazioni nel 2027 dei contratti a termine instaurati tra il 1° maggio e il 30 novembre 2026. Per chi assume lavoratrici madri o under 36 la maggiorazione del costo deducibile, nel periodo d'imposta 2027 per le imprese con esercizio solare, sale all'80% e al 40%.
  • Dipendenti pubblici (art. 65). Nel 2027 il trattamento accessorio del personale non dirigente è tassato al 15% fino a 800 euro, con reddito 2026 fino a 50.000 euro.
  • Ammortizzatori sociali (art. 47). Prorogati per il 2027 diversi trattamenti di sostegno al reddito, tra cui la CIGS per cessazione di attività e quella in deroga per le imprese di interesse strategico con almeno 1.000 dipendenti, oltre all'esonero dal contributo addizionale per le aziende nelle aree di crisi industriale complessa.

Cosa nella manovra non c'è

Altrettanto importante è sapere cosa manca, perché molte decisioni di uscita sono state rinviate in attesa di novità che non sono arrivate. Nel testo presentato al Parlamento:

  • non c'è la pensione a 64 anni per tutti, né Quota 41;
  • non tornano Quota 103 e Opzione donna;
  • non c'è alcuno stop all'adeguamento alla speranza di vita: dal 2027 l'aumento di un mese resta, e dal 2028 i requisiti salgono di altri due mesi.

Il Parlamento può ancora modificare il testo, ma ogni novità dovrà trovare copertura finanziaria. Finché una misura non è pubblicata in Gazzetta Ufficiale, resta un'ipotesi.

Cosa conviene fare adesso

  1. Se maturi un requisito a fine 2026, verifica la data esatta Chi perfeziona vecchiaia o anticipata entro il 31 dicembre 2026 resta con i requisiti di quest'anno anche se esce nel 2027. Un mese di scarto sull'estratto conto può spostarti dall'altra parte del confine: parti dal calcolo della data di pensione.
  2. Se compi 63 anni e 6 mesi nel 2027, prepara la certificazione APE sociale Controlla categoria e contributi ora, per presentare la domanda di riconoscimento delle condizioni entro la prima scadenza del 31 marzo.
  3. Se maturi l'anticipata e vuoi restare al lavoro, fai i conti sul bonus Il netto in più in busta paga va confrontato con la pensione più bassa che ne deriva, non solo con il vantaggio immediato.
  4. Se sei già in pensione, controlla in quale fascia cadi Conta l'importo complessivo di tutti i tuoi trattamenti, non quello del singolo assegno.
  5. Se sei un dipendente pubblico, guarda il calendario del TFS L'anno in cui maturi i requisiti decide quanto aspetterai la buonuscita: nella pianificazione dell'uscita vale quanto la data della pensione.

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Domande frequenti

La manovra 2027 è già legge?

No. Il disegno di legge di bilancio è stato bollinato dalla Ragioneria generale dello Stato il 30 ottobre 2026 e trasmesso al Parlamento, che deve approvarlo entro il 31 dicembre. Durante l'esame possono cambiare sia le misure sia la numerazione degli articoli.

Di quanto aumenteranno le pensioni a gennaio 2027?

Dipende dall'importo e dal tasso di inflazione che fisserà il decreto ministeriale di fine novembre. Fino a 4 volte il trattamento minimo (circa 2.447 euro lordi al mese, considerando tutte le pensioni della persona) l'adeguamento è pieno. Sopra quella soglia si applicano percentuali ridotte, dall'85% al 32%, sull'intero importo.

Dal 2027 si potrà andare in pensione a 64 anni?

Non per tutti. La manovra stanzia un fondo da 850 milioni l'anno per misure di uscita flessibile, ma le regole saranno decise con un provvedimento successivo. Oggi a 64 anni può uscire solo chi ha il primo contributo dal 1996, con la pensione anticipata contributiva, almeno 20 anni di contributi e un importo minimo dell'assegno.

Quota 103 e Opzione donna ci sono ancora nel 2027?

No, non sono state prorogate. Può ancora andare in pensione con queste regole solo chi ha maturato i requisiti entro le scadenze già fissate: 31 dicembre 2025 per Quota 103 e 31 dicembre 2024 per Opzione donna.

Che età serve per l'APE sociale nel 2027?

63 anni e 6 mesi, un mese in più rispetto al 2026. Restano gli altri requisiti: 30 anni di contributi per disoccupati, caregiver e invalidi civili, 36 anni per chi svolge attività gravose (32 per edili e ceramisti), con lo sconto di 12 mesi per figlio per le lavoratrici madri, fino a due anni.

La manovra cambia i requisiti per la pensione del 2027?

No. L'aumento di un mese dal 1° gennaio 2027 deriva dall'adeguamento alla speranza di vita già previsto dalla legge di bilancio 2026, e la manovra non lo modifica. Vecchiaia a 67 anni e 1 mese, anticipata con 42 anni e 11 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 11 mesi per le donne.

Conviene il bonus per chi rinvia la pensione?

Dipende. Si incassa subito la propria quota di contributi senza tasse, ma quei contributi non vengono accreditati e la pensione futura sarà più bassa. Il confronto va fatto sul proprio caso, mettendo a fianco il guadagno immediato e la perdita mensile per tutta la durata della pensione.

Il TFS arriverà prima anche per chi va in pensione anticipata?

Dal testo presentato la riduzione dei tempi riguarda chi cessa per limiti di età. Per chi esce prima, con l'anticipata o per dimissioni, non risultano modifiche ai termini attuali.

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