Il tassello mancante della riforma della previdenza complementare è arrivato. Con la Deliberazione del 23 giugno 2026, la COVIP ha adottato le istruzioni che definiscono i criteri minimi a cui devono rispondere i percorsi e le linee di investimento life cycle previsti dall’art. 8, comma 9, del D.Lgs. 252/2005, come riscritto dalla Legge 30 dicembre 2025, n. 199. Si tratta della cornice tecnica indispensabile per far partire, dal 1° luglio 2026, il nuovo meccanismo di adesione automatica alla previdenza complementare per i lavoratori dipendenti del settore privato di prima assunzione.
In altre parole: non basta iscrivere d’ufficio il lavoratore. Il legislatore impone che il suo TFR e i suoi contributi siano investiti in modo coerente con l’età e con l’orizzonte temporale al pensionamento, riducendo automaticamente il rischio man mano che ci si avvicina alla quiescenza. Vediamo come.
Da dove nasce l’obbligo
La Legge n. 199/2025 ha modificato in profondità il D.Lgs. 252/2005 su adesioni, prestazioni, trasferimenti e fisco. Tra le novità più rilevanti c’è l’adesione automatica: i dipendenti privati (esclusi i domestici) assunti per la prima volta dal 1° luglio 2026 vengono iscritti d’ufficio alla previdenza complementare, salvo che esprimano una rinuncia esplicita. Il meccanismo si estende, con i necessari adattamenti, anche a chi al momento dell’assunzione abbia già in essere un’adesione a un fondo.
Per questi flussi “non espliciti”, l’art. 8, comma 9, impone che il denaro non finisca in una qualsiasi linea, ma in soluzioni life cycle, cioè a profilo di rischio decrescente nel tempo. La logica economica è semplice: orizzonti lunghi consentono rendimenti attesi più alti (sopportando più rischio quando si è giovani), mentre in prossimità della pensione si protegge il montante accumulato riducendo l’esposizione agli strumenti volatili.
Life cycle e glide path: il vocabolario
Due definizioni chiariscono tutto il resto:
Life cycle
i percorsi e le linee di investimento che adattano il profilo rischio-rendimento all’orizzonte temporale e all’età dell’aderente.
Glide path
ltraiettoria di riduzione automatica e graduale del rischio nel tempo. È il “piano di discesa” verso la pensione: parte da una forte componente azionaria e atterra su un portafoglio prudente
Le tre tipologie ammesse
La COVIP riconduce le soluzioni life cycle a tre famiglie:
- Passaggi tra comparti distinti – la posizione (e i versamenti futuri) viene trasferita automaticamente da un comparto all’altro, via via meno rischioso, in base all’età o agli anni mancanti alla pensione.
- Combinazioni predefinite di comparti – non si sposta tutta la posizione, ma cambiano nel tempo le quote percentuali della combinazione di comparti, riducendo gradualmente il peso del rischio.
- Linee a scadenza (target date) – il riequilibrio avviene dentro un’unica linea, costruita su una data obiettivo che corrisponde alla fascia di pensionamento di una coorte. L’aderente viene assegnato automaticamente alla linea della sua coorte anagrafica.
I paletti quantitativi del glide path
Qui sta il cuore tecnico della delibera. I fondi definiscono il glide path in autonomia, ma entro questi limiti minimi inderogabili:
Fase del glide path | Titoli di capitale (azioni) | Orizzonte temporale |
Fase iniziale (più giovani) | Almeno il 50% | Non oltre il 15° anno prima del pensionamento |
Fasi intermedie | Riduzione graduale lungo una traiettoria prefissata | Tra fase iniziale e finale |
Fase finale (prossimi alla pensione) | Non superiore al 20% | Durata non superiore a 5 anni |
Attenzione anche agli strumenti rischiosi diversi dalle azioni (per esempio i fondi di investimento alternativi): devono seguire criteri prudenziali coerenti con ogni fase e, nella fase finale, attestarsi su livelli particolarmente contenuti, vista la loro minore liquidabilità. Il glide path, inoltre, va costruito evitando discontinuità significative nel profilo di rischio tra una fascia e la successiva.
Riallocazione, ribilanciamento e costi
Per le tipologie 1 e 2, la riallocazione automatica può essere immediata (al raggiungimento delle scadenze) oppure graduale, purché la posizione resti sempre coerente con il glide path. Per la tipologia 2 è prevista una verifica almeno annuale del peso di ciascun comparto, con ribilanciamento in caso di deviazioni significative.
Il punto che farà la differenza per gli aderenti è però quello dei costi. La COVIP è netta: gli eventuali costi legati all’attivazione dei percorsi e ai meccanismi automatici sono limitati al solo recupero delle spese amministrative, e non possono essere commisurati alle somme riallocate. Niente prelievi proporzionali sui movimenti automatici, dunque.
La libertà dell’aderente resta intatta
L’automatismo non ingabbia nessuno. L’aderente automatico può in ogni momento cambiare opzione di investimento o trasferire l’intera posizione in altro comparto (switch), anche in deroga al periodo minimo di permanenza di un anno. E al raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia, se decide di restare in fase di accumulo, la posizione resta investita secondo le regole della fase finale, salvo diversa scelta.
Gli obblighi informativi
Il fondo di destinazione deve informare prontamente il lavoratore dell’avvenuta adesione e del percorso in cui sono investiti TFR e contributi, indicando come reperire Nota informativa e documenti statutari. Tutti gli iscritti, inoltre, vanno informati dell’attivazione dei percorsi life cycle e devono poter accedere a tali linee anche per le posizioni già accumulate, a prescindere dal periodo di permanenza nel comparto attuale. Della novità si darà notizia anche nel Prospetto delle prestazioni pensionistiche – fase di accumulo trasmesso nel 2027.
Il calendario da segnare in agenda
Il periodo transitorio è scandito da scadenze precise. I fondi possono trovarsi in tre situazioni: (a) già adeguati; (b) non ancora adeguati ma con almeno due linee a rischio differenziato e impegno ad adeguarsi entro il 30 giugno 2027; (c) non in regola, quindi non abilitati a raccogliere adesioni automatiche.
Scadenza | Adempimento |
30 giugno 2026 | Avviso sull’area pubblica del sito web sull’idoneità (o meno) a raccogliere adesioni automatiche dal 1° luglio 2026. |
1° luglio 2026 | Decorrenza dell’adesione automatica e delle nuove regole sul life cycle. |
15 luglio 2026 | Comunicazione alla COVIP sulla situazione in essere al 1° luglio 2026. |
31 luglio 2026 | Invio alla COVIP di statuto/regolamento modificato (fondi lett. a e b) e informativa agli aderenti che subiranno modifiche alle politiche di investimento. |
30 giugno 2027 | Termine ultimo del periodo transitorio per l’adeguamento dei fondi di cui alla lettera b). |
Da segnalare la rete di sicurezza: se la forma pensionistica individuata non è idonea e non esistono alternative collettive adeguate, la destinazione residuale delle adesioni automatiche è il fondo COMETA.
Avvertenza
Questo articolo ha finalità divulgative e informative ed è aggiornato alla data di pubblicazione: normativa e prassi possono cambiare anche in modo rilevante.
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