In breve
- Il computo permette di riunire gratuitamente nella Gestione Separata i contributi versati in più gestioni, per ottenere un'unica pensione.
- Serve almeno un mese accreditato in Gestione Separata e anzianità contributiva prima del 1996, oltre a 15 anni complessivi di cui 5 dal 1996.
- È la strada che apre l'uscita a 64 anni anche a chi ha iniziato a lavorare prima del 1996, cosa che l'opzione al contributivo da sola non consente.
- Il prezzo è che la pensione viene calcolata interamente con il contributivo e non è integrabile al minimo.
- Il computo va chiesto espressamente nella domanda di pensione: senza richiesta l'INPS non lo applica.
I lavoratori che hanno contribuzione presso più gestioni previdenziali, tra cui la Gestione Separata INPS, grazie al computo presso quest'ultima possono unificare i contributi verso un'unica gestione. Per avvalersi dell'istituto occorre possedere anzianità assicurativa anteriore al 1° gennaio 1996 e almeno un mese accreditato in Gestione Separata. Vediamo quali pensioni si possono ottenere e come si calcolano.
Il computo è una misura introdotta dall'articolo 3 del D.M. n. 282/1996 e consente di riunire gratuitamente la contribuzione accreditata in diverse gestioni verso la Gestione Separata, al fine di conseguire un'unica prestazione pensionistica. Possono essere accentrati tutti i contributi presenti nel Fondo lavoratori dipendenti, nelle gestioni speciali degli autonomi, nelle gestioni ex INPDAP ed ex ENPALS e negli altri fondi sostitutivi dell'AGO (circolare INPS n. 184/2015).
Non possono formare oggetto di computo i periodi con iscrizione alle casse professionali dei liberi professionisti e quelli versati nel Fondo Clero.
Requisiti di accesso
Per poter accedere alla prestazione devono ricorrere tutte le seguenti condizioni:
- Iscrizione alla Gestione Separata INPS, con accredito di almeno un mese di contribuzione.
- Anzianità contributiva inferiore a 18 anni al 31 dicembre 1995.
- Almeno 5 anni di contributi versati o accreditati dal 1° gennaio 1996.
- Anzianità contributiva complessiva pari ad almeno 15 anni.
Il computo va chiesto, non arriva da solo
La facoltà si esercita nella domanda di pensione. In assenza di una richiesta espressa dell'interessato, l'INPS non applica l'istituto e liquida la prestazione con la sola contribuzione accreditata nella gestione competente (circolare INPS n. 184/2015). È un passaggio formale che, se salta, fa perdere l'intero vantaggio.
Le pensioni che si possono ottenere
Attraverso il computo è possibile conseguire i seguenti trattamenti: pensione di vecchiaia, pensione anticipata, pensione di inabilità, assegno ordinario di invalidità, pensione indiretta ai superstiti e pensione supplementare.
Chi al 31 dicembre 2011 possedeva sia i requisiti per il computo sia i previgenti requisiti di accesso alla pensione mantiene il diritto di conseguire il trattamento in Gestione Separata con i requisiti previsti per i contributivi puri prima della legge Fornero, ai sensi anche della circolare INPS n. 60/2008, indipendentemente dalla data in cui esercita la facoltà di computo.
Pensione anticipata, prima strada
| Uomini | 42 anni e 10 mesi di contributi |
| Donne | 41 anni e 10 mesi di contributi |
Dal raggiungimento del requisito occorre attendere una finestra di 3 mesi prima di percepire la pensione. Ai fini del perfezionamento è valutabile la contribuzione versata o accreditata a qualsiasi titolo; ai sensi dell'articolo 1, comma 7, della legge 335/1995 non sono utili i contributi volontari, mentre i versamenti accreditati per periodi di lavoro precedenti il compimento del 18° anno di età sono moltiplicati per 1,5.
Anche questi requisiti salgono con l'adeguamento alla speranza di vita: 42 anni e 11 mesi per gli uomini e 41 anni e 11 mesi per le donne nel 2027, 43 anni e 1 mese e 42 anni e 1 mese dal 2028.
Per chi ha contribuzione nelle gestioni pubbliche CPDEL, CPS, CPI e CPUG la finestra è più lunga: 5 mesi se i requisiti maturano nel 2026, 7 mesi nel 2027, 9 mesi dal 2028.
Pensione anticipata, seconda strada: l'uscita a 64 anni
È la ragione principale per cui si guarda al computo: consente di accedere alla pensione anticipata contributiva anche a chi ha iniziato a lavorare prima del 1996, cosa che la sola opzione al sistema contributivo non permette.
| Anno | Età | Contributi effettivi | Finestra | Importo soglia |
|---|---|---|---|---|
| 2026 | 64 anni | 20 anni | 3 mesi | 3 volte l'assegno sociale: 1.638,72 € |
| 2027 | 64 anni e 1 mese | 20 anni e 1 mese | 3 mesi | 3 volte l'assegno sociale |
| 2028 | 64 anni e 3 mesi | 20 anni e 3 mesi | 3 mesi | 3 volte l'assegno sociale |
La soglia scende a 2,8 volte l'assegno sociale per le lavoratrici con un figlio e a 2,6 volte con due o più figli. Dal 2030 salirà a 3,2 volte per la generalità dei lavoratori. I contributi devono essere effettivi, quindi con esclusione della contribuzione figurativa.
Importo massimo mensile
Il trattamento è riconosciuto per un valore lordo mensile non superiore a cinque volte il trattamento minimo di pensione, pari a un massimo di 3.059,25 euro mensili nel 2026, e fino a quando non si compie l'età minima per la pensione di vecchiaia ordinaria, cioè 67 anni. L'eccedenza non è persa: viene corrisposta al raggiungimento di quell'età.
Stop al cumulo con la previdenza complementare
La legge di bilancio 2026 interviene sulla disciplina della pensione contributiva, eliminando una novità introdotta nel 2025 e mai divenuta operativa per la mancata emanazione del decreto attuativo. Viene abrogata la possibilità, su richiesta dell'interessato, di computare una o più rendite di previdenza complementare per raggiungere l'importo soglia necessario ad accedere alla pensione anticipata contributiva o alla vecchiaia contributiva.
Come conseguenza diretta viene abrogato anche l'innalzamento del requisito contributivo previsto per chi si fosse avvalso di quella facoltà. Non trovano quindi applicazione l'aumento da 20 a 25 anni di contribuzione dal 1° gennaio 2025, né il successivo innalzamento da 25 a 30 anni dal 2030.
Pensione di vecchiaia, prima strada
| Requisito di età | 67 anni (67 e 1 mese nel 2027, 67 e 3 mesi dal 2028) |
| Requisito contributivo | 20 anni, non soggetto ad adeguamento |
| Importo soglia | Importo pari ad almeno una volta l'assegno sociale: 546,24 € nel 2026 |
Pensione di vecchiaia, seconda strada
| Requisito di età | 71 anni (adeguati alla speranza di vita) |
| Requisito contributivo | 15 anni |
| Importo soglia | Non richiesto |
Perché 15 anni e non 5. La pensione di vecchiaia contributiva, di per sé, si consegue a 71 anni con soli 5 anni di contribuzione effettiva. Ma per accedere al computo servono almeno 15 anni complessivi di contribuzione: chi arriva a questa pensione passando dalla Gestione Separata in computo deve quindi averli comunque. Il requisito che vincola, in concreto, è quello dei 15 anni.
Dei quali almeno 5, quelli versati dal 1996, devono essere effettivi: contributi da lavoro, volontari e da riscatto, con esclusione dei figurativi come quelli da disoccupazione.
Come viene calcolato l'importo
Con l'esercizio della facoltà di computo il trattamento viene liquidato nell'ambito della Gestione Separata e, di conseguenza, calcolato interamente con il sistema contributivo: tutta la carriera, compresi gli anni prima del 1996 che sarebbero stati retributivi, viene ricalcolata sui contributi versati.
È il vero prezzo del computo, e va quantificato prima: per chi ha molti anni ante 1996 con retribuzioni alte il ricalcolo può costare parecchio sull'assegno mensile, e in quel caso i tre anni guadagnati sull'uscita si pagano per tutta la durata della pensione. Va inoltre considerato che la pensione liquidata in computo non è integrabile al trattamento minimo.
Il computo conviene solo se i conti tornano. Confrontiamo la pensione a 64 anni ricalcolata con il contributivo e quella a 67 anni con il calcolo misto: la differenza si vede solo mettendo i due numeri uno accanto all'altro.
Calcola le tue date di uscitaI contributi versati dopo la pensione in computo
I periodi contributivi versati nella Gestione Separata dopo la decorrenza del trattamento conseguito con il computo danno luogo, a domanda, a un supplemento di pensione, ai sensi dell'articolo 1, comma 3, del D.M. 282/1996.
Per i contributi versati invece nell'assicurazione generale obbligatoria (dipendenti, commercianti, artigiani) o nelle gestioni sostitutive ed esclusive dell'AGO successivi alla decorrenza, in mancanza di specifiche disposizioni normative, non è possibile ottenere né un supplemento né una pensione supplementare.
Quei contributi potranno essere valorizzati solo al raggiungimento dei requisiti per un autonomo diritto a pensione, e a quel fine si applicano i requisiti di età e di contribuzione previsti per i contributivi puri. È un aspetto da valutare per chi intende continuare a lavorare dopo la pensione in computo.
Due domande che ricorrono
Che cos'è l'importo soglia
È l'importo minimo che una pensione calcolata con il sistema integralmente contributivo deve raggiungere per poter essere liquidata dall'INPS. Se l'assegno non raggiunge la soglia prevista nell'anno di decorrenza, la pensione non può essere liquidata anche in presenza dei requisiti anagrafici e contributivi. È la condizione che ferma più spesso l'uscita a 64 anni.
Che cos'è la finestra mobile
È il periodo che intercorre tra la data di maturazione del diritto e l'effettiva decorrenza della pensione. In quei tre mesi non si percepisce la pensione, e se si è già cessata l'attività non si percepisce nulla. L'obiettivo delle finestre è contenere la spesa pubblica: il diritto si acquisisce alla maturazione del requisito, il pagamento parte dopo.
Domande frequenti
Il computo costa qualcosa?
No, è gratuito. Il costo non è economico ma di calcolo: la pensione viene liquidata interamente con il sistema contributivo, quindi anche gli anni prima del 1996 perdono il calcolo retributivo, di norma più favorevole.
Che differenza c'è tra computo, opzione al contributivo e cumulo?
L'opzione al contributivo cambia solo il metodo di calcolo e non dà accesso all'uscita a 64 anni. Il computo accentra i contributi nella Gestione Separata e apre invece quella porta. Il cumulo e la totalizzazione servono a far valere insieme contributi di gestioni diverse con regole proprie. Sono strumenti alternativi, e la scelta cambia sia la data sia l'importo.
Posso riscattare la laurea in forma agevolata se accedo con il computo?
Sì, anche per gli anni collocati prima del 1996, ma a una condizione precisa: la domanda di riscatto deve essere presentata contestualmente alla domanda di pensione con la facoltà di computo. Ne abbiamo parlato in riscattare la laurea ti manda in pensione prima?
I contributi delle casse professionali si possono computare?
No. Restano esclusi i periodi con iscrizione alle casse dei liberi professionisti e quelli del Fondo Clero. Per farli valere insieme agli altri esistono strade diverse, come il cumulo o la totalizzazione.
Se continuo a lavorare dopo la pensione in computo, l'assegno aumenta?
Dipende da dove versi. I contributi in Gestione Separata danno diritto a un supplemento su domanda; quelli versati come dipendente o autonomo nell'AGO no, e potranno essere valorizzati solo se maturi un autonomo diritto a pensione con i requisiti dei contributivi puri.
La pensione non deve spaventarti, deve essere comprensibile.Un'analisi chiara dei tuoi contributi, una strategia concreta e indicazioni precise su quando e come muoverti.
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Questo articolo ha finalità divulgative e informative ed è aggiornato alla data di pubblicazione: normativa e prassi possono cambiare anche in modo rilevante.
Il contenuto non costituisce un parere professionale né una consulenza personalizzata, e non può sostituire l'esame della singola posizione, che presenta sempre elementi specifici capaci di modificare requisiti, tempi e importi.
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