In breve
- Con la circolare n. 92 del 4 settembre 2026 l’INPS riconosce l’indennità di malattia anche per il giorno precedente alla data del certificato quando la visita è avvenuta in ambulatorio. Finora valeva solo con la visita a domicilio.
- Serve che il medico compili il campo “Dichiara di essere ammalato dal…” con il giorno immediatamente precedente: non due giorni prima, non di più.
- Non vale se quel giorno è un sabato, una domenica o un festivo infrasettimanale: in quei giorni c’è la guardia medica, e il certificato va fatto lì.
- Vale da subito, dal 4 settembre 2026, per tutti i lavoratori con indennità di malattia a carico dell’INPS. Cambia il conteggio della carenza, delle percentuali e dei giorni assistibili.
Come funzionava finora
Per l’INPS la malattia inizia il giorno in cui il medico redige il certificato. È una regola vecchia, che risale al regolamento INAM del 1963 e che l’Istituto ha confermato per decenni: il primo giorno dell’evento coincide con la data di rilascio della certificazione. Da quel giorno si contano i tre giorni di carenza (non indennizzati dall’INPS), le percentuali di indennità, il periodo massimo assistibile e le eventuali sanzioni, per esempio in caso di assenza alla visita di controllo.
C’era però un’eccezione. Se il lavoratore chiamava il medico un giorno e la visita avveniva il giorno dopo, l’INPS riconosceva anche il giorno della chiamata, a due condizioni: che il medico scrivesse nel certificato “ammalato dal” giorno precedente, e che la visita fosse domiciliare. La logica era protettiva: i medici di medicina generale possono fare la visita a domicilio entro le 12 del giorno successivo alla richiesta, e il lavoratore non doveva perdere un giorno per l’organizzazione del medico.
Chi invece andava in ambulatorio il giorno dopo restava scoperto: la malattia partiva dalla visita, e il giorno passato a casa con la febbre non esisteva per l’INPS.
Cosa cambia dal 4 settembre 2026
La circolare 92 chiude quella differenza. Il giorno precedente al certificato viene riconosciuto anche se la visita è avvenuta in ambulatorio. L’INPS lo definisce un’interpretazione evolutiva della regola del 1963, adottata con il parere concorde del Ministero del Lavoro, e la motiva con la realtà di oggi: medici di base sempre meno numerosi, carichi di lavoro in aumento, ambulatori che ricevono su appuntamento per evitare sale d’attesa affollate. Se il medico non può visitare il giorno stesso, non deve pagarne le conseguenze il lavoratore.
Restano fermi tre paletti, che valgono sia per la visita in ambulatorio sia per quella a domicilio.
| Condizione | Cosa serve | Se manca |
|---|---|---|
| Il campo “ammalato dal” | Il medico deve indicare nel certificato che il lavoratore dichiara di essere ammalato dal giorno immediatamente precedente alla visita. | La malattia decorre dalla data del certificato. Se il campo è vuoto, il giorno prima non viene riconosciuto. |
| Un giorno solo | La data indicata deve essere il giorno prima, non due o tre giorni prima. | Se la data è anteriore di oltre un giorno, l’INPS esclude che possa riferirsi alla chiamata del medico e non riconosce nulla oltre la data del certificato. |
| Non nel weekend né nei festivi | Il giorno precedente non deve essere un sabato, una domenica o un festivo infrasettimanale. | In quei giorni è attiva la continuità assistenziale (guardia medica): il lavoratore è tenuto a rivolgersi lì e a farsi certificare la malattia quel giorno. |
Vale anche per i certificati di continuazione e di ricaduta, e resta sempre nel limite del periodo massimo assistibile previsto dalla legge.
Tre esempi pratici
Caso 1 — funziona. Martedì ti svegli con la febbre, telefoni al medico, che ti dà appuntamento in ambulatorio mercoledì. Alla visita gli dici che stai male da martedì e lui lo scrive nel campo “ammalato dal”. La malattia decorre da martedì. Fino a ieri sarebbe partita da mercoledì.
Caso 2 — non funziona. Stai male da lunedì, ma riesci a farti visitare solo giovedì. Il medico scrive “ammalato dal lunedì”. La malattia decorre da giovedì: la data è anteriore di più di un giorno e l’INPS non la considera.
Caso 3 — non funziona. Ti ammali sabato, vai in ambulatorio lunedì. Anche se il medico scrive “ammalato dal sabato” (o “dalla domenica”), la malattia decorre da lunedì: nel weekend dovevi chiamare la guardia medica e farti certificare quel giorno.
Cosa devi fare tu, lavoratore
- Chiama il medico il primo giorno, anche se la visita sarà domani. È la chiamata che fa scattare il diritto al giorno precedente, e conviene che resti traccia dell’orario.
- Alla visita dì da quando stai male e chiedi al medico di compilare il campo “dichiara di essere ammalato dal”. Non è automatico: se resta vuoto, il giorno si perde.
- Controlla il certificato nel Fascicolo INPS o nella copia che ti dà il medico: la data di inizio deve essere quella del giorno prima.
- Nel weekend e nei festivi chiama la continuità assistenziale. Il medico di guardia può rilasciare il certificato, e quello è l’unico modo per far partire la malattia da sabato, domenica o da un festivo.
- Ricorda che il tuo datore di lavoro va avvisato subito, secondo le regole del tuo contratto: la circolare riguarda l’INPS, non gli obblighi di comunicazione verso l’azienda.
Per datori di lavoro e uffici HR
La circolare non cambia le regole del rapporto di lavoro, ma sposta di un giorno il punto di partenza dell’evento INPS, e questo si riflette su tre calcoli.
Carenza e conguaglio
I tre giorni di carenza si contano dal giorno riconosciuto. Se la malattia decorre dal giorno precedente al certificato, l’indennità INPS parte un giorno prima rispetto al vecchio criterio, e il datore che la anticipa in busta paga la conguaglia di conseguenza. Nei contratti in cui la carenza è a carico dell’azienda, il giorno in più riconosciuto dall’INPS può ridurre di un giorno la quota a carico del datore.
Percentuali e periodo massimo
Il giorno recuperato entra nel conteggio delle percentuali di indennizzo e del periodo massimo assistibile, che per la generalità dei lavoratori è di 180 giorni nell’anno solare. Per chi ha assenze lunghe o ripetute, un giorno in più per evento non è irrilevante a fine anno.
Certificati con data anteriore
Il campo “ammalato dal” arriva già nel certificato telematico. Chi elabora le paghe deve leggere quel campo, non solo la data di rilascio, e applicare le tre condizioni: un giorno solo, non sabato, domenica o festivo. Per i certificati emessi dal 4 settembre 2026 il criterio vale anche con visita ambulatoriale; per quelli precedenti resta la distinzione domicilio/ambulatorio.
Attenzione al comporto
Il periodo di comporto, cioè il massimo di assenza per malattia oltre il quale scatta la possibilità di licenziamento, è regolato dal contratto collettivo e non dalla circolare. Ma nella maggior parte dei contratti si conta sui giorni di malattia certificati: se il certificato parte dal giorno precedente, anche il comporto può contare un giorno in più. Vale la pena verificare la formulazione del proprio CCNL.
Domande frequenti
Da quando si applica?
Dalla data di pubblicazione della circolare, il 4 settembre 2026. Per gli eventi certificati prima di quella data vale il criterio precedente: giorno anteriore riconosciuto solo con visita domiciliare.
Vale per tutti i lavoratori?
Vale per chi ha diritto all’indennità di malattia a carico dell’INPS: operai dell’industria, operai e impiegati del terziario, lavoratori agricoli, apprendisti, e in generale le categorie assistite dall’Istituto. Non riguarda chi ha la malattia interamente a carico del datore di lavoro, come gli impiegati dell’industria, né i dipendenti pubblici, per i quali valgono le regole dei rispettivi contratti.
Se il medico non compila il campo “ammalato dal”, posso farlo correggere?
Il certificato telematico può essere annullato e riemesso dal medico che lo ha rilasciato, con i tempi previsti dal sistema. In pratica conviene controllare subito, alla visita, che la data di inizio sia quella giusta: correggere dopo è possibile ma non sempre agevole.
Se mi ammalo di venerdì sera e la visita è lunedì?
Il giorno precedente a lunedì è domenica, quindi il riconoscimento non scatta. Per far partire la malattia da venerdì, sabato o domenica bisogna rivolgersi alla continuità assistenziale nel giorno in cui ci si ammala e farsi rilasciare il certificato in quella sede.
Il giorno precedente conta per la carenza o è indennizzato?
Conta come primo giorno dell’evento, quindi entra nei tre giorni di carenza. L’effetto pratico è che l’indennità INPS scatta un giorno prima rispetto a un evento fatto partire dalla data del certificato.
Cambia qualcosa per la visita fiscale?
Le fasce di reperibilità restano quelle di sempre e si applicano dai giorni coperti dal certificato. La circolare cita le sanzioni per assenza alla visita di controllo solo per ricordare che il primo giorno dell’evento è il riferimento per il loro conteggio: non introduce regole nuove sulla reperibilità.
Fonte: INPS, circolare n. 92 del 4 settembre 2026, “Data di inizio della prognosi riportata nel certificato di malattia. Riconoscimento della prestazione previdenziale”. Richiama il Regolamento INAM del 10 aprile 1963 (art. 2, comma 3), le circolari INPS 63/1991 e 147/1996 e l’art. 43, comma 6, dell’ACN per la medicina generale del 15 gennaio 2026.
Gestisci le paghe di un’azienda? Vediamo insieme come applicare la circolare 92 ai cedolini: carenza, conguaglio INPS e conteggio del comporto secondo il vostro contratto.
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