23 Maggio 2026

Riscattare la laurea ti manda in pensione prima? Dipende come la riscatti

C'è un'equazione che quasi tutti danno per buona: riscatto gli anni di studio, quindi vado prima in pensione. È un automatismo rassicurante. Ed è sbagliato. Il riscatto della laurea può accorciare la strada verso l'uscita, è vero. Ma non lo fa in automatico: lo stesso identico riscatto, a seconda di come lo si imposta, può avvicinare la pensione oppure rivelarsi inutile, e in qualche caso persino spostare l'uscita su una via più lontana. Capire la differenza significa entrare nel meccanismo, perché il punto non è quanti anni aggiungi, ma dove quegli anni vanno a posarsi, con quale istituto li fai valere e quale porta di uscita stai cercando di aprire.

Un caso concreto, per partire dai numeri

Prendiamo una situazione reale. Un lavoratore di 62 anni che ha iniziato a lavorare nel 1993 come dipendente, ha quindi contribuzione anteriore al 1996, e nel corso della carriera ha avuto anche un periodo in Gestione Separata (qualche anno di collaborazione). Si è laureato tra il 1981 e il 1986, e quei quattro anni di studio cadono prima del 1996.

È un profilo misto: ha contributi nel sistema retributivo (ante-1996) e, soprattutto, almeno un contributo in Gestione Separata. Questa combinazione gli lascia aperte due strade per la pensione: andare a 64 anni con il computo nella Gestione Separata, oppure attendere la pensione di vecchiaia a 67 anni.

Avere sia anzianità ante-1996 sia contributi in gestione separata è esattamente il presupposto che gli apre la via dei 64 anni: il computo è infatti riservato proprio a chi possiede contribuzione al 31 dicembre 1995.

Ed è qui che la mossa del riscatto può tradire. Se riscatta i quattro anni con il calcolo contributivo (l’agevolato previsto dal 2019), la sua posizione viene liquidata interamente con il sistema contributivo e, paradossalmente, finisce per poter andare solo a 67 anni, perdendo la possibilità dei 64. C’è però una via d’uscita stretta ma decisiva: il riscatto agevolato resta compatibile con il computo a 64 anni a condizione che la domanda di riscatto sia presentata lo stesso giorno della domanda di pensione – cioè contestualmente all’esercizio della facoltà di computo (circolare INPS n. 6/2020). Senza quella contestualità, l’INPS liquida la pensione utilizzando le regole ordinarie e i 64 anni sfumano.

I metodi di riscatto del titolo accademico

Il riscatto ordinario: Art. 2, commi 4, 5 e 5-bis D.Lgs. 30 aprile 1997, n. 184

La parte di periodo di laurea collocato entro il 31 dicembre 1995 viene determinato con l’applicazione della riserva matematica, quindi con un costo elevato, soprattutto se la domanda viene trasmessa molto tardi. In tal caso, prima viene determinata la differenza tra la misura dell’ipotetica prestazione pensionistica calcolata alla data della domanda di riscatto (includendo il periodo oggetto di riscatto) e la misura della prestazione che sarebbe stata ipoteticamente riconosciuta, senza considerare il periodo oggetto di riscatto. Tale differenza, rapportata ad anno, è poi moltiplicata per l’apposito coefficiente individuato in base al sesso, all’età anagrafica e all’anzianità contributiva del richiedente e reperibile nelle tabelle di cui al DM 19 febbraio 1981.

Il riscatto contributivo: Art. 2, comma 4-bis, del D.Lgs. 30 aprile 1997, n. 184

La parte di periodo di laurea collocato successivamente al 31 dicembre 1995 (o previa opzione al contributivo, anche per periodi ante 1° gennaio 1996) viene determinato con un calcolo contributivo. In questo modo, l’onere del riscatto è individuato risalendo alle ultime 52 settimane di contributi di lavoro effettivo e applicando al relativo imponibile previdenziale l’aliquota pari al 33%. Se la domanda di riscatto non è trasmessa contestualmente alla domanda di pensione, è possibile provvedere al versamento dell’onere in un’unica soluzione o mediante un piano rateale di 120 rate mensili, senza che sia applicato alcun interesse.

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Riscatto per soggetti inoccupati: Art. 2, comma 5-bis, comma 5-quater del D.Lgs. 30 aprile 1997, n. 184

La facoltà di riscatto secondo il sistema contributivo può essere esercitata anche da un soggetto inoccupato che non sia mai stato iscritto ad alcuna forma obbligatoria di previdenza e che non abbia ancora iniziato un’attività lavorativa. In questo caso l’onere del riscatto è calcolato sulla base del minimale degli artigiani e commercianti (18.805,00 e per l’anno 2026) vigente nell’anno di presentazione della domanda, moltiplicato per il 33% (pari all’aliquota contributiva delle prestazioni pensionistiche dell’AGO per i lavoratori dipendenti).

Il riscatto agevolato c.d. “light”: Art. 2, comma 5-quater, del D.Lgs. 30 aprile 1997, n. 184

A decorrere dal 29 gennaio 2019 è possibile riscattare i periodi del corso legale di studi universitari, tramite la stessa modalità di calcolo prevista per il sistema di calcolo per i soggetti inoccupati. In tale ipotesi, i periodi che si collochino temporalmente nel sistema di calcolo contributivo e, quindi, successivamente al 31 dicembre 1995, possono essere oggetto di riscatto non con riferimento alla retribuzione percepita nelle ultime 52 settimane di contributi di lavoro effettivo ma con riferimento al minimale della gestione artigiani e commercianti (18.805,00 e per l’anno 2026) moltiplicato per il 33%.

Quadro di sintesi: riscatto × istituto

 

RISCATTO ORDINARIO
(riserva matematica)
RISCATTO CONTRIBUTIVO
RISCATTO LIGHT E OPZIONE CONTRIBUTIVA
CUMULO

VIA LIBERA

 

VIA LIBERA

 

VIA LIBERA

 

TOTALIZZAZIONE

VIA LIBERA

 

VIA LIBERA

VINCOLO

Agevolato ante-96 ammesso solo con riscatto contestuale (Circ. Inps 54/2021).

COMPUTO in GS

VIA LIBERA

 

VIA LIBERA

 

VINCOLO

Agevolato ante-96 ammesso solo con riscatto contestuale (Circ. Inps 6/2020).

Come leggere la tabella

Un punto di attenzione riguarda gli anni collocati prima del 1996 quando si vuole pagarli con il calcolo agevolato. In questo caso – e solo in questo – entra in gioco un vincolo di tempistica. Per i periodi ante-1996 il calcolo a percentuale è ammesso soltanto se si sceglie di liquidare l’intera pensione con il sistema contributivo: è ciò che accade con l’opzione al contributivo, con la totalizzazione e con il computo nella Gestione Separata. E in queste tre situazioni l’INPS pretende che la domanda di riscatto sia presentata contestualmente a quella di pensione, come chiarito dalle circolari 6/2020 e 54/2021.

È una differenza sottile ma con conseguenze concrete. In cumulo, che non impone una liquidazione interamente contributiva, il vincolo non scatta: il riscatto si può fare quando si vuole nel corso della carriera. In totalizzazione e nel computo, invece, anticipare il riscatto rispetto alla domanda di pensione significa perdere la possibilità di pagarlo in forma agevolata sugli anni ante-1996. Chi paga anche una sola rata prima del momento giusto compromette il beneficio.

Opzione donna e riscatto agevolato: compatibili solo se contestuali

Il riscatto agevolato degli anni di laurea collocati prima del 1996 non è un’operazione neutra: poiché si avvale del calcolo a percentuale, richiede necessariamente l’opzione al sistema contributivo. E qui nasce il problema, perché quell’opzione, esercitata da sola e in anticipo, è incompatibile con Opzione donna: chi opta per il contributivo con un atto autonomo perde il diritto allo scivolo, e poiché con il pagamento dell’onere l’opzione diventa irrevocabile, il danno non è più rimediabile.

La compatibilità tra i due istituti esiste, ma a una sola condizione: la contestualità. Il riscatto agevolato ante-1996 e la domanda di Opzione donna devono essere presentati lo stesso giorno. Solo così l’opzione al contributivo che il riscatto comporta non si configura come scelta autonoma e preclusiva, ma si salda con la domanda di pensione, lasciando intatto il diritto. Chi riscatta prima, anche pagando una sola rata, esercita un’opzione separata e irrevocabile che chiude la porta a Opzione donna. Il vincolo è stato confermato dal messaggio INPS n. 4560 del 21 dicembre 2021, che ha lasciato salve in via eccezionale solo le lavoratrici che avevano perfezionato il riscatto entro quella data e presentato domanda di pensione entro il 31 dicembre 2021.

Esempio

Ad Anna mancano pochi mesi per arrivare ai 35 anni di contributi richiesti da Opzione donna. Li recupererebbe riscattando con il calcolo agevolato i quattro anni di università, conseguita prima del 1996. Se riscatta e paga subito, esercita un’opzione al contributivo autonoma e irrevocabile: quando poi chiede la pensione, l’INPS non le riconosce più Opzione donna. Se invece presenta riscatto e domanda di pensione lo stesso giorno, i due istituti restano compatibili, gli anni di studio completano i 35 e lo scivolo è salvo. Stessi anni, stesso costo: a fare la differenza è solo il tempismo.