Con l’arrivo della stagione di raccolta, torna al centro dell’azione ispettiva il contrasto al lavoro sommerso e allo sfruttamento nei campi. L’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha disposto l’avvio di una specifica campagna di controlli straordinari rivolta al settore agricolo, da concentrarsi nei mesi estivi, quando l’impiego di lavoratori stagionali raggiunge il picco annuale.
Una campagna mirata sul comparto agricolo
La misura nasce dall’esigenza di presidiare un settore storicamente esposto a fenomeni di intermediazione illecita di manodopera e di sfruttamento del lavoro. Nei mesi estivi, infatti, la domanda di braccianti per le attività di raccolta cresce in modo significativo, soprattutto nelle aree a forte vocazione agricola del Mezzogiorno e in tutte le zone interessate dalle campagne di raccolta di ortaggi e frutta.
L’iniziativa si inserisce in una strategia di vigilanza che da anni vede l’agricoltura tra i comparti prioritari dell’attività di controllo, in ragione della diffusione del lavoro irregolare e delle condizioni di particolare vulnerabilità in cui spesso si trovano i lavoratori coinvolti, in molti casi di origine straniera.
Gli obiettivi della vigilanza straordinaria
La campagna è finalizzata a intercettare e reprimere le forme più gravi di illegalità nel mondo del lavoro agricolo. In particolare, l’azione ispettiva è orientata a contrastare:
- il fenomeno del caporalato, ossia l’intermediazione illecita e lo sfruttamento del lavoro;
- il lavoro “nero” e l’impiego di manodopera non regolarmente assunta;
- le condizioni di lavoro lesive della dignità e della sicurezza dei lavoratori;
- le irregolarità in materia di orario, retribuzione e tutela sanitaria.
Il riferimento normativo principale resta l’art. 603-bis del codice penale, che punisce l’intermediazione illecita e lo sfruttamento del lavoro, configurando il cosiddetto reato di caporalato.
Tutela del lavoratore e collaborazione tra enti
L’attività di controllo non ha soltanto una funzione repressiva, ma anche di tutela diretta dei lavoratori coinvolti. L’emersione del lavoro irregolare consente infatti di ripristinare i diritti retributivi e contributivi dei braccianti, garantendo loro le coperture previdenziali e assicurative previste dalla legge.
Le verifiche sul campo vedono di norma il coinvolgimento del personale ispettivo dell’Ispettorato, in raccordo con le altre forze dell’ordine e con gli enti previdenziali, nell’ottica di un’azione coordinata che possa incidere in modo efficace sui circuiti dello sfruttamento.
Perché la campagna riguarda anche i datori di lavoro corretti
L’intensificazione dei controlli rappresenta un segnale importante anche per le imprese agricole che operano nel rispetto delle regole. Il contrasto al lavoro sommerso, oltre a tutelare i lavoratori, mira a riequilibrare le condizioni di concorrenza nel settore, contrastando il vantaggio sleale di chi ricorre a manodopera irregolare e sottopagata.
Le aziende agricole sono pertanto chiamate a verificare la piena regolarità delle assunzioni stagionali, della documentazione contrattuale e degli adempimenti in materia di sicurezza, così da non incorrere nelle sanzioni previste in caso di accertamento di irregolarità.
Fonte ufficiale
Per il testo integrale del provvedimento si rinvia alla Nota dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro prot. n. 4227 del 9 giugno 2026, recante l’avvio della vigilanza straordinaria per il contrasto al caporalato in agricoltura – campagna estiva 2026, pubblicata sul portale istituzionale dell’INL.
Fonte: INL, Nota prot. n. 4227 del 9 giugno 2026 ↗
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