21 Settembre 2026

Pensioni 2027: cosa cambia dal 1° gennaio e cosa controllare adesso

Dal 1° gennaio 2027 i requisiti per andare in pensione tornano a salire: è il primo adeguamento alla speranza di vita dal 2019. Vecchiaia a 67 anni e 1 mese, anticipata a 42 anni e 11 mesi per gli uomini e 41 e 11 per le donne.

In breve

  • Dal 1° gennaio 2027 i requisiti salgono di un mese. È il primo adeguamento alla speranza di vita dal 2019, recepito dall'INPS con la circolare n. 28 del 16 marzo 2026.
  • Pensione di vecchiaia: 67 anni e 1 mese con 20 anni di contributi nel 2027, 67 anni e 3 mesi nel 2028.
  • Pensione anticipata ordinaria: 42 anni e 11 mesi per gli uomini e 41 anni e 11 mesi per le donne nel 2027, con la finestra mobile di 3 mesi che resta invariata.
  • Chi svolge lavori gravosi o usuranti non subisce l'aumento fino al 31 dicembre 2028, in presenza delle condizioni di legge.
  • Un mese sposta la data, non il diritto. Chi matura i requisiti entro il 31 dicembre 2026 resta con le regole di quest'anno: è il momento di verificare la propria posizione, non di rimandare.

Per sette anni i requisiti per andare in pensione sono rimasti fermi. Dal 1° gennaio 2027 tornano a muoversi: la legge di bilancio 2026 ha riattivato l'adeguamento automatico alla speranza di vita, quel meccanismo introdotto dalla riforma Fornero che lega l'età di uscita alla vita media certificata dall'ISTAT. L'aumento complessivo del biennio 2027-2028 vale tre mesi, ma non arriva tutto insieme: un mese scatta dal 1° gennaio 2027, il resto dal 1° gennaio 2028.

Un mese sembra poco. Ma su una data di uscita già decisa, un mese in più significa una busta paga in più e un assegno in meno, e per chi è a ridosso del requisito può voler dire scivolare oltre la fine dell'anno. Vediamo cosa cambia davvero, per chi, e cosa conviene controllare adesso.

Cosa cambia dal 1° gennaio 2027

L'INPS ha recepito le nuove regole con la circolare n. 28 del 16 marzo 2026, che dà attuazione alla legge di bilancio 2026 e al decreto direttoriale del MEF del 19 dicembre 2025. Questi i requisiti aggiornati.

Prestazione202620272028
Vecchiaia
(20 anni di contributi)
67 anni67 anni e 1 mese67 anni e 3 mesi
Vecchiaia contributivi puri
(primo accredito dal 1996, 5 anni di contributi effettivi)
71 anni71 anni e 1 mese71 anni e 3 mesi
Anticipata ordinaria, uomini42 anni e 10 mesi42 anni e 11 mesi43 anni e 1 mese
Anticipata ordinaria, donne41 anni e 10 mesi41 anni e 11 mesi42 anni e 1 mese
Anticipata lavoratori precoci41 anni41 anni e 1 mese41 anni e 3 mesi

Due precisazioni che evitano equivoci. Il requisito contributivo della pensione di vecchiaia resta 20 anni: l'adeguamento tocca l'età, non gli anni di contributi. E l'aumento non tocca le finestre: per l'anticipata restano tre mesi tra maturazione del requisito e primo assegno, da sommare sempre alla data in cui si raggiunge l'anzianità.

Attenzione alla data di maturazione

Conta il momento in cui si perfeziona il requisito, non quello in cui si presenta la domanda. Chi matura vecchiaia o anticipata entro il 31 dicembre 2026 conserva i requisiti di quest'anno, anche se la decorrenza del trattamento cade nel 2027. Chi li matura dal 1° gennaio 2027 applica i nuovi.

Chi non subisce l'aumento

Nel biennio 2027-2028 l'aumento non si applica a chi svolge attività gravose o particolarmente faticose e pesanti: turnisti notturni, addetti alla catena di montaggio e le altre categorie individuate dalla legge, sempre che ricorrano le condizioni previste. L'esclusione vale per gravosi e usuranti con almeno 30 anni di contributi e resta in piedi fino al 31 dicembre 2028.

Per loro, nei due anni interessati, la vecchiaia resta raggiungibile a 66 anni e 7 mesi con almeno 30 anni di contributi nei casi previsti, mentre notturni e addetti a lavorazioni usuranti continuano a muoversi con il sistema delle quote.

Un punto che sfugge spesso: chi arriva alla pensione dall'APE sociale l'aumento lo subisce eccome. L'esclusione riguarda categorie e condizioni precise, non tutte le uscite anticipate.

Cosa significa in concreto, con due esempi

Anticipata: un mese che ne vale quattro

Un lavoratore che avrebbe raggiunto 42 anni e 10 mesi di contributi a gennaio 2027 si trova ora a doverne maturare 42 e 11. Il mese aggiuntivo si somma alla finestra mobile di tre mesi: dalla maturazione al primo assegno passano quattro mesi invece di tre rispetto al piano che aveva in testa. Chi aveva già dato le dimissioni contando sulla vecchia data rischia un periodo scoperto.

Vecchiaia: la data slitta oltre il compleanno

Chi compie 67 anni a gennaio 2027 non è più al traguardo: dovrà attendere il mese successivo. Sembra banale, ma sulla programmazione aziendale di un'uscita, o su un piano di esodo già firmato, un mese di scarto va verificato prima, non dopo.

Cosa conviene controllare adesso

  1. Scarica l'estratto conto contributivo Dal fascicolo previdenziale del cittadino sul portale INPS. È l'unico documento che dice quanti contributi hai davvero: qui come leggerlo riga per riga.
  2. Verifica se ci sono buchi o periodi sbagliati Un periodo non accreditato può spostare la data di uscita molto più di un mese di adeguamento: come recuperare i contributi mancanti.
  3. Controlla se hai contributi in più gestioni Cumulo, computo, totalizzazione e ricongiunzione non sono la stessa cosa e non convengono allo stesso modo: la scelta cambia sia la data sia l'importo.
  4. Rifai il calcolo con i requisiti aggiornati Con il calcolo della data di pensione hai l'ordine di grandezza in trenta secondi, canale per canale.
  5. Se la data è vicina, fattela confermare sui documenti Una stima sbagliata di un mese, a ridosso dell'uscita, costa più di qualsiasi verifica.

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E il resto? Quello che ancora non è deciso

Attorno al 2027 circolano molte ipotesi: pensione a 64 anni per chi ha contributi anteriori al 1996 con calcolo interamente contributivo, aumento delle pensioni minime, proroga dell'APE sociale. Sono proposte, non regole: entreranno in vigore solo se e come verranno scritte nella prossima legge di bilancio.

Il confine è questo, e conviene tenerlo chiaro: l'adeguamento alla speranza di vita è già legge e si applica dal 1° gennaio 2027; tutto il resto va letto come un cantiere aperto fino all'approvazione della manovra. Sulle decisioni che riguardano la tua uscita, muoviti su quello che è certo.

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Domande frequenti

Quanti anni servono per la pensione di vecchiaia nel 2027?

67 anni e 1 mese di età con almeno 20 anni di contributi, dal 1° gennaio 2027. Il requisito contributivo di 20 anni non cambia: l'adeguamento riguarda solo l'età. Dal 2028 l'età sale a 67 anni e 3 mesi.

Quanti contributi servono per la pensione anticipata nel 2027?

42 anni e 11 mesi per gli uomini e 41 anni e 11 mesi per le donne, ai quali si aggiunge la finestra mobile di tre mesi tra maturazione del requisito e decorrenza del trattamento. Dal 2028 servono 43 anni e 1 mese per gli uomini e 42 anni e 1 mese per le donne.

Ho maturato i requisiti nel 2026 ma esco nel 2027: quali regole si applicano?

Quelle del 2026. Conta la data in cui il requisito si perfeziona, non quella della domanda o della decorrenza. Chi raggiunge vecchiaia o anticipata entro il 31 dicembre 2026 conserva i requisiti di quest'anno anche se il primo assegno arriva nel 2027.

Perché i requisiti aumentano proprio dal 2027?

Per l'adeguamento automatico alla speranza di vita, tornato attivo dopo l'aumento dell'aspettativa di vita certificato dall'ISTAT. È il primo adeguamento dal 2019. Per attenuarne l'impatto, la legge di bilancio 2026 ha spalmato l'incremento complessivo di tre mesi: uno nel 2027 e il resto dal 2028.

Chi fa un lavoro gravoso o usurante subisce l'aumento?

No, nel biennio 2027-2028 l'adeguamento non si applica ai lavoratori addetti ad attività gravose o particolarmente faticose e pesanti, in presenza dei requisiti e delle condizioni previsti dalla legge. L'esenzione per gravosi e usuranti con almeno 30 anni di contributi vale fino al 31 dicembre 2028. Per i lavoratori notturni e le lavorazioni usuranti restano i requisiti basati sul sistema delle quote.

Cambia anche l'importo della pensione?

L'adeguamento agisce sui requisiti di accesso, non sulla formula di calcolo. Indirettamente però l'importo cambia: un mese in più di lavoro significa un mese in più di contributi versati e, per chi è nel sistema contributivo, un'età di uscita più alta a cui corrisponde un coefficiente di trasformazione più favorevole.

Cambia qualcosa per chi ha già presentato domanda di pensione?

No, se il requisito era già maturato con le regole precedenti. Il problema riguarda chi ha programmato l'uscita contando su una data calcolata prima dell'adeguamento: in quel caso conviene rifare la verifica, soprattutto se ci sono di mezzo dimissioni già rassegnate o un accordo aziendale.

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