L’INPS ha reso nota, con il Messaggio n. 1972 dell’11 giugno 2026, un’importante limitazione operativa che riguarda la gestione delle deleghe per il lavoro domestico nell’ipotesi di decesso del datore di lavoro: sul portale istituzionale non è più consentito inserire nuove deleghe relative a tali rapporti di lavoro a partire dal momento del decesso del datore.
Il contesto: deleghe e lavoro domestico
Nel settore del lavoro domestico — che comprende colf, badanti, assistenti familiari e altre figure analoghe — il datore di lavoro è nella maggior parte dei casi una persona fisica. Il decesso di quest’ultimo determina l’interruzione del rapporto di lavoro e la necessità di gestire gli adempimenti residui, tra cui il versamento dei contributi dovuti, il pagamento delle ultime spettanze e l’eventuale liquidazione del trattamento di fine rapporto.
In questo contesto, la delega conferita a un soggetto terzo (patronato, consulente del lavoro o familiare) per operare sul portale INPS per conto del datore di lavoro risultava uno strumento rilevante per garantire la continuità degli adempimenti anche dopo la morte del datore.
La novità operativa: stop all’inserimento di nuove deleghe post decesso
Il Messaggio n. 1972/2026 chiarisce che il portale INPS non consente più l’inserimento di deleghe per la gestione del lavoro domestico una volta intervenuto il decesso del datore di lavoro. La comunicazione ha natura operativa e si rivolge principalmente alle strutture territoriali dell’Istituto e agli intermediari abilitati che si trovano a dover gestire posizioni ancora aperte dopo la morte del datore.
Le principali implicazioni pratiche riguardano:
- l’impossibilità di attivare nuove deleghe per la gestione della posizione contributiva del lavoratore domestico dopo il decesso del datore;
- la necessità per gli eredi o i soggetti subentranti di avvalersi di canali alternativi per la regolarizzazione degli adempimenti contributivi e retributivi pendenti;
- la conseguente necessità di rivolgersi direttamente alle strutture territoriali INPS per la risoluzione di eventuali criticità operative.
La rettifica segnalata nel messaggio
Il messaggio segnala altresì che sono state apportate rettifiche ai dati originariamente contenuti nel documento, consultabili nell’apposita sezione “Rettifica” della pagina dedicata sul portale istituzionale. Gli operatori e i professionisti interessati sono invitati a verificare la versione aggiornata prima di procedere con eventuali adempimenti connessi.
A chi si rivolge la comunicazione
La comunicazione interessa in primo luogo:
- gli eredi del datore di lavoro domestico deceduto, chiamati a regolarizzare la posizione contributiva e retributiva nei confronti del lavoratore;
- i patronati e i consulenti del lavoro che assistono le famiglie in questa fase delicata;
- le strutture territoriali INPS cui spetta l’indirizzo operativo nella gestione dei casi.
Per il testo integrale del messaggio e per la consultazione delle rettifiche apportate, si rimanda alla pagina ufficiale dell’INPS dedicata al Messaggio n. 1972 dell’11 giugno 2026.
Fonte: INPS, Messaggio n. 1972 dell'11 giugno 2026 ↗
Newsletter
Le regole cambiano.
Fatti trovare pronto.
Ogni settimana raccontiamo cosa è cambiato davvero su pensioni e previdenza, gratis e spiegato in modo che si capisca.