15 Settembre 2026

Bonus e detrazione cuneo fiscale su APE sociale e isopensione: il messaggio INPS 2829/2026

Da ottobre 2026 bonus aggiuntivo e ulteriore detrazione arrivano anche a chi percepisce APE sociale, isopensione, assegni straordinari e indennità da contratto di espansione. Con il messaggio n. 2829 l'INPS fissa regole, importi e tempi, con arretrati da gennaio per chi ha redditi fino a 20.000 euro. Esclusi i pensionati.

In breve

  • Con il messaggio n. 2829 del 14 settembre 2026 l’INPS applica il bonus aggiuntivo e l’ulteriore detrazione del taglio del cuneo fiscale anche a chi riceve una prestazione di accompagnamento alla pensione.
  • Rientrano APE sociale, isopensione, assegni straordinari dei fondi di solidarietà bancario e assicurativo e le indennità dei contratti di espansione, purché soggette a tassazione ordinaria.
  • Restano esclusi i pensionati, comprese le pensioni integrative e complementari.
  • I benefici arrivano con la rata di ottobre 2026. Il bonus fino a 20.000 euro viene pagato con gli arretrati da gennaio; la detrazione arretrata si sistema invece al conguaglio di fine anno.
  • Tutto avviene in automatico, senza domanda. Chi non ne ha diritto potrà rinunciare con un servizio online in arrivo.

Di cosa si tratta

La legge di Bilancio 2025 (legge 207/2024, articolo 1, commi da 4 a 9) ha sostituito la vecchia decontribuzione con due misure fiscali a favore dei redditi di lavoro dipendente. Sono misure pensate per chi lavora, e infatti la legge esclude espressamente le pensioni.

Il TUIR però considera reddito di lavoro dipendente anche le somme che sostituiscono lo stipendio. È il caso di chi ha lasciato il lavoro e riceve un assegno “ponte” in attesa della pensione: formalmente non è ancora un pensionato. Il messaggio INPS chiarisce proprio questo passaggio e fissa le regole operative per il 2026.

Chi ne ha diritto e chi no

PrestazioneBonus e detrazione
APE socialeSì
IsopensioneSì
Assegni straordinari dei fondi bancario e assicurativoSì
Indennità da contratto di espansioneSì
Altre prestazioni di accompagnamento alla pensioneSì, se non pensionistiche e tassate in via ordinaria
Pensioni di ogni tipo (vecchiaia, anticipata, invalidità, superstiti)No
Pensioni integrative e complementariNo

Le due condizioni vanno lette insieme: la prestazione deve essere non pensionistica e deve essere tassata con le aliquote IRPEF ordinarie. Se una delle due manca, il beneficio non spetta.

Chi ha anche una pensione

Il beneficio spetta anche a chi riceve insieme una prestazione di accompagnamento e una pensione. In questo caso le due somme si sommano per stabilire il reddito complessivo, e quindi la misura del beneficio.

L’esempio dell’INPS: APE sociale da 18.000 euro l’anno più pensione ai superstiti da 8.000 euro. Il reddito complessivo è di 26.000 euro: il bonus aggiuntivo non spetta (si superano i 20.000), spetta invece l’ulteriore detrazione piena di 1.000 euro, perché si resta sotto i 32.000.

Il bonus aggiuntivo fino a 20.000 euro

Chi ha un reddito complessivo non superiore a 20.000 euro riceve una somma che non è tassata e non concorre al reddito. Si calcola applicando una percentuale al solo reddito di lavoro dipendente, quindi in questo caso all’importo annuo della prestazione.

Reddito di lavoro dipendente (annuo)PercentualeBonus massimo della fascia
Fino a 8.500 €7,1%603,50 €
Da 8.500 a 15.000 €5,3%795,00 €
Oltre 15.000 € (con reddito complessivo fino a 20.000 €)4,8%960,00 €

Il bonus non richiede capienza: viene pagato anche a chi, per effetto delle altre detrazioni, non paga IRPEF. Per scegliere la percentuale l’INPS ricostruisce ogni mese il “reddito annuale teorico”, cioè riporta l’importo all’intero anno.

Esempi con l’APE sociale (pagata in 12 rate, senza tredicesima)

APE da 700 € al mese: 8.400 € l’anno × 7,1% = 596,40 €, circa 49,70 € al mese.

APE da 1.000 € al mese: 12.000 € l’anno × 5,3% = 636,00 €, 53,00 € al mese.

APE da 1.500 € al mese (importo massimo): 18.000 € l’anno × 4,8% = 864,00 €, 72,00 € al mese.

Attenzione ai “gradini”

Le percentuali si applicano all’intero reddito, non a scaglioni. Per questo, appena superata una soglia, il bonus può diminuire anche se il reddito sale.

  • Con 1.200 € al mese (14.400 € l’anno) il bonus è di 763,20 €; con 1.300 € al mese (15.600 € l’anno) scende a 748,80 €.
  • A 8.500 € il bonus è di 603,50 €; appena sopra, con il 5,3%, si parte da circa 450 €.

L’ulteriore detrazione tra 20.000 e 40.000 euro

Sopra i 20.000 euro di reddito complessivo il bonus lascia il posto a una detrazione dall’imposta lorda, rapportata al periodo dell’anno in cui si percepisce la prestazione.

Reddito complessivoDetrazione annuaEsempi
Da 20.000 a 32.000 €1.000 € fissi26.000 € → 1.000 €
Da 32.000 a 40.000 €1.000 € × (40.000 – reddito) / 8.00034.000 € → 750 €
36.000 € → 500 €
38.000 € → 250 €
Oltre 40.000 €Nessuna–

A differenza del bonus, la detrazione richiede capienza: serve un’imposta lorda sufficiente, al netto delle altre detrazioni già riconosciute. Se l’imposta è più bassa della detrazione, se ne riceve solo la parte che trova spazio. Per le prestazioni tra 20.000 e 40.000 euro, come molte isopensioni e assegni straordinari, nella maggior parte dei casi la capienza c’è.

Quando arrivano i soldi

  1. Rata di ottobre 2026. Partono i benefici. Chi ha diritto al bonus aggiuntivo riceve anche gli arretrati da gennaio 2026. Con un’APE sociale da 1.500 € al mese, a ottobre si incassano circa 720 € in più: 648 € di arretrati e 72 € della rata corrente.
  2. Da novembre. L’importo viene ricalcolato mese per mese, con eventuale conguaglio se cambia la percentuale.
  3. Conguaglio di fine anno. L’INPS verifica la spettanza e, per l’ulteriore detrazione, riconosce qui le somme maturate da gennaio a settembre.
  4. Eventuale recupero. Se quanto pagato non spettava, l’INPS lo trattiene. Sopra i 60 euro il recupero avviene in dieci rate di pari importo, a partire dalla prima rata successiva al conguaglio.

Il conguaglio: cosa può succedere

Il messaggio, richiamando la circolare 4/E del 2025 dell’Agenzia delle Entrate, descrive tre situazioni.

Situazione a fine annoCosa fa l’INPS
Hai preso il bonus, ma il reddito è tra 20.000 e 40.000 €Recupera il bonus al netto della detrazione che ti spetta: paghi solo la differenza
Hai preso la detrazione, ma il reddito è sotto 20.000 €Ti riconosce il bonus, recupera la detrazione e compensa le due somme
Hai preso la detrazione, ma il reddito supera 40.000 €Recupera tutto; sopra i 60 € in dieci rate

Il punto debole: gli altri redditi

L’INPS calcola i benefici solo con i dati presenti nei propri archivi. Non conosce, per esempio, un affitto, un lavoro occasionale o un reddito pagato da un altro soggetto. Se questi redditi portano il totale sopra le soglie, il beneficio incassato può non spettare in tutto o in parte, e la differenza va restituita in dichiarazione dei redditi.

Per questo l’INPS sta predisponendo un servizio di rinuncia nella Piattaforma Fiscale, utilizzabile direttamente su inps.it, come già avviene per il trattamento integrativo. Le istruzioni arriveranno con un messaggio successivo.

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Cosa fare adesso

  1. Controlla il cedolino di ottobre. Sul dettaglio della rata devono comparire il bonus (con gli arretrati) o la detrazione.
  2. Somma tutti i tuoi redditi 2026. Prestazione, eventuale pensione, affitti, altri compensi. È il totale che decide se il beneficio spetta e in che misura.
  3. Se sei vicino a una soglia, valuta la rinuncia. Meglio non incassare oggi che restituire domani, magari con un debito in dichiarazione. Il servizio online sarà disponibile a breve.
  4. Conserva la Certificazione Unica 2027. Riporterà quanto ricevuto nel 2026 e servirà per la dichiarazione dei redditi.

Domande frequenti

Sono in pensione anticipata: mi spetta il bonus?

No. La legge esclude tutte le pensioni, di qualunque tipo, comprese quelle integrative e complementari. Il beneficio riguarda solo le prestazioni che sostituiscono lo stipendio in attesa della pensione, come l’APE sociale o l’isopensione.

Devo fare domanda all’INPS?

No. L’INPS, come sostituto d’imposta, riconosce i benefici in automatico sulla base dei dati che ha a disposizione. L’unica azione possibile è la rinuncia, con il servizio online che sarà attivato nelle prossime settimane.

Perché gli arretrati arrivano solo per il bonus e non per la detrazione?

Il messaggio prevede che con la rata di ottobre si paghino le somme maturate da gennaio solo per il bonus aggiuntivo. Per l’ulteriore detrazione le somme dei mesi precedenti vengono definite nel conguaglio fiscale di fine anno, quando l’INPS conosce il reddito complessivo dell’intero 2026.

Non pago IRPEF: ricevo comunque qualcosa?

Dipende. Il bonus fino a 20.000 euro viene pagato anche senza imposta da versare. L’ulteriore detrazione, invece, riduce l’IRPEF: se l’imposta è zero non produce alcun effetto, se è inferiore a 1.000 euro spetta solo fino a quel limite.

Se ho APE sociale e pensione ai superstiti come si calcola?

Si sommano i due importi annui. Se il totale resta entro 20.000 euro spetta il bonus, calcolato sulla sola APE sociale; tra 20.000 e 40.000 euro spetta la detrazione, piena fino a 32.000 e poi decrescente.

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