7 Marzo 2026

Dal 2026 cambiano i controlli contributivi: arrivano gli ISAC dell’INPS

Dal 1° gennaio 2026 cambia il modo in cui vengono effettuati i controlli contributivi sulle imprese. Non si tratta di una nuova sanzione né di un nuovo adempimento, ma di un nuovo sistema di analisi preventiva che mira a distinguere le aziende regolari da quelle potenzialmente a rischio di irregolarità. Il nuovo strumento si chiama ISAC - Indici Sintetici di Affidabilità Contributiva, introdotti dall’articolo 1 del D.L. 160/2024 e illustrati dall’INPS nella Circolare n. 26 del 6 marzo 2026. L’obiettivo è semplice: premiare le imprese che risultano regolari e concentrare i controlli su quelle che presentano anomalie statistiche.

Cosa sono gli ISAC

Gli ISAC sono indicatori statistico-economici che permettono di stimare se la forza lavoro dichiarata da un’azienda è coerente con i dati economici e fiscali dell’impresa.

In altre parole, il sistema confronta diverse banche dati per verificare se il numero di lavoratori dichiarati è compatibile con il volume di attività dell’azienda.

Per farlo vengono incrociate diverse fonti informative:

  • dati contributivi INPS (flussi UniEmens)
  • dati fiscali delle dichiarazioni ISA
  • comunicazioni obbligatorie al Ministero del Lavoro
  • dati su lavoro in somministrazione

Questo confronto consente di individuare eventuali scostamenti tra attività economica e forza lavoro dichiarata.

L’obiettivo: favorire la compliance contributiva

Gli ISAC nascono nell’ambito del Piano Nazionale per la lotta al lavoro sommerso previsto dal PNRR.

La logica non è repressiva, ma preventiva.

Il sistema punta infatti a:

  • rafforzare la compliance contributiva
  • individuare anomalie statistiche
  • ridurre il lavoro irregolare
  • indirizzare meglio l’attività ispettiva

Il principio è chiaro: meno controlli per le aziende regolari, più attenzione verso quelle con indicatori anomali.

Come funzionano gli indici

Gli ISAC analizzano diversi indicatori per valutare la coerenza tra attività economica e lavoro dichiarato.

Tra i principali indicatori troviamo:

1.Confronto tra dati fisfali e forza lavoro

Ad esempio:

  • valore dei beni strumentali per addetto
  • costo della produzione per lavoratore

Questo consente di verificare se il numero di lavoratori dichiarati è compatibile con l’attività svolta.

2.Analisi delle tipologie contrattuali

Il sistema valuta anche la composizione dei rapporti di lavoro, ad esempio:

  • quota di lavoro part-time
  • quota di lavoro a termine
  • presenza di apprendisti
  • utilizzo di collaborazioni

Indicatori troppo anomali rispetto alla media del settore possono generare uno scostamento.

3.Stima della forza lavoro teorica

Un modello econometrico stima la forza lavoro teorica necessaria per svolgere l’attività aziendale.

Se il numero di lavoratori dichiarato è molto inferiore a quello stimato, il sistema segnala un’anomalia.

4️.Indicatori specifici per settore

Alcuni indicatori sono specifici per il comparto economico.

Ad esempio:

  • veicoli per addetto nel commercio all’ingrosso
  • posti letto per addetto nel settore alberghiero

La lettera di compliance dell’INPS

Se dagli indicatori emergono scostamenti, l’INPS invierà al datore di lavoro una comunicazione di compliance.

La lettera contiene:

  • il valore dell’indicatore
  • la soglia di normalità
  • l’esito dell’analisi
  • una stima delle giornate lavorative necessarie per rientrare nella normalità

È importante chiarire un punto fondamentale: la lettera di compliance non è una sanzione e non costituisce accertamento contributivo.

Serve semplicemente a informare l’azienda di possibili anomalie.

Cosa può fare l’azienda dopo la comunicazione

Dopo aver ricevuto la lettera, il datore di lavoro può:

  • verificare la propria posizione contributiva
  • fornire chiarimenti all’INPS
  • correggere eventuali errori nei flussi UniEmens
  • adeguare le proprie procedure interne

La risposta avviene tramite Comunicazione Bidirezionale nel cassetto previdenziale.

Non esiste alcun obbligo di adeguamento automatico.

La vera novità: premialità per le aziende affidabili

La parte più innovativa del sistema riguarda i benefici per le aziende che risultano conformi agli ISAC.

Se l’impresa rientra nella cosiddetta fascia di normalità:

  • viene segnalata al Ministero del Lavoro
  • viene segnalata all’Ispettorato Nazionale del Lavoro

Questo significa che:

👉 non sarà inserita tra le priorità delle ispezioni.

In sostanza, il sistema consente di ridurre il rischio di controlli per le imprese virtuose.

I primi settori coinvolti

La fase sperimentale degli ISAC riguarda inizialmente due settori economici:

  • Commercio all’ingrosso alimentare (M21U)
  • Strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere (G44U)

Le prime comunicazioni di compliance saranno inviate entro marzo 2026.

Successivamente il sistema sarà esteso ad altri settori considerati a rischio di evasione contributiva.

Un cambio di paradigma nei controlli sul lavoro

Gli ISAC rappresentano un cambiamento importante nel rapporto tra imprese e controlli contributivi.

Il sistema non parte più dalla logica del sospetto, ma da quella dell’analisi dei dati.

In pratica:

  • chi è in linea con gli indicatori di settore potrà lavorare con maggiore tranquillità
  • chi presenta scostamenti rilevanti sarà oggetto di maggiore attenzione ispettiva

Un modello che punta a rendere i controlli più mirati, più efficienti e meno invasivi per le imprese regolari.