Per quei lavoratori che inizieranno per la prima volta un’attività lavorativa nel 2025 in qualità di dipendenti, autonomi o parasubordinati (collaboratori), potranno decidere di versare fino al 2% in più dei contributi a loro carico, con l’obiettivo di aumentare l’importo della futura pensione.
Tasto dolente della norma è che tale quota aggiuntiva non è utile ai fini del raggiungimento del requisito dell’importo soglia previsto per la pensione anticipata contributiva (64 anni, 20 anni di contributi e importo soglia pari a 3 volte il valore dell’assegno sociale) e la pensione di vecchiaia contributiva (67 anni di età, 20 anni di contributi e importo soglia pari al valore dell’assegno sociale).
Per poter chiedere l’aumento della quota contributiva a carico del lavoratore, si è in attesa di un decreto ministeriale.
Cos’è l’importo soglia?
L’importo soglia è l’importo minimo che una pensione, calcolata con sistema integralmente contributivo, deve raggiungere per poter essere liquidata dall’Inps. In caso in cui l’importo della pensione non raggiunga la soglia prevista nell’anno di decorrenza, pur essendo in possesso dei requisiti anagrafici e contributivi, la pensione non può essere liquidata.
La pensione non deve
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Soggetti interessati
Tale novità riguarda tutti i lavoratori con riferimento ai quali il primo accredito contributivo decorre successivamente al 1° gennaio 2025 e si iscrivano per la prima volta come:
- Lavoratori dipendenti del settore privato o del settore pubblico;
- Lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti)
- Lavoratori parasubordinati iscritti alla gestione separata Inps (collaboratori)
- Lavoratori liberi professionisti iscritti alla gestione separata Inps e privi di una rispettiva cassa professionale.
Sono esclusi i liberi professionisti con una propria cassa professionale di previdenza (consulenti del lavoro, avvocati, ingeneri, ecc.).
No quota aggiuntiva per l’importo soglia
L’aumento del 2% a carico del lavoratore ha come obiettivo, l’incremento del montante contributivo. Tuttavia tale quota aggiuntiva, non potrà essere utilizzata per la verifica del requisito dell’importo soglia che, per i lavoratori puri contributivi è un terzo requisito fondamentale per il diritto alla pensione:
Pensione di vecchiaia
Età | 67 anni |
Contributi | 20 anni |
Importo soglia | Importo pari ad almeno l’importo dell’assegno sociale, ovvero per l’anno 2026 € 546,24 lordi mensili. |
Pensione anticipata contributiva
Anno | Età | Contributi | Finestra | Importo soglia |
2026 | 64 anni | 20 anni | 3 mesi | Pari a 3 volte il valore dell’assegno sociale, € 1.638,72 per 2026 (pari a 2,8 volte il valore dell’assegno sociale nei confronti delle donne con un figlio e 2,6 volte il valore dell’assegno sociale per le donne con almeno due figli) |
2027 | 64 anni + 1 mese | 20 anni + 1 mese | 3 mesi | |
2028 | 64 anni + 3 mesi | 20 anni + 3 mesi | 3 mesi |
Importo massimo mensile
Il trattamento di pensione è riconosciuto per un valore lordo mensile massimo non superiore a cinque volte il trattamento minimo di pensione (massimo 3.059,25 € mensili) e fino a quando il soggetto non ha compiuto l’età minima per la pensione di vecchiaia ordinaria (67 anni).
Aspetti fiscali
La somma di contributi aggiuntivi, in deroga alla disciplina generale, che prevede la totale deducibilità, sono deducibili dal reddito per il 50%.





